Il Porto, la funzione industriale

Augusta - Sicilia

Il porto di Augusta la Funzione Industriale

Il porto di Augusta è uno dei principali scali petroliferi d’Italia per il volume di traffico e per l’entità degli impianti industriali sorti nel retroterra immediato. Precisamente è il secondo scalo nazionale con 30 milioni di tonnellate di merci petrolifere movimentate dietro Trieste e prima di Genova. Sul porto di Augusta sono presenti diverse grosse industrie, la maggior parte delle quali appartiene alla categoria dei quelle petrolchimiche. La strategia della localizzazione costiera delle industrie di trasformazione delle materie prime, che ha caratterizzato la politica economica degli anni ’60, ha fatto sì che le condizioni particolarmente favorevoli dell’agibilità del bacino portuale di Augusta consentissero lo sviluppo di alcune industrie petrolifere e petrolchimiche. Infatti esistevano importanti fattori di attrazione industriale quali la posizione geografica della vasta e ben riparata baia di Augusta, una larga area pianeggiante che non poneva vincoli all’espansione industriale, il costo poco elevato dei terreni improduttivi e lasciati al pascolo. La funzione industriale del porto è strettamente legata al processo di industrializzazione nell’area megarese iniziato nel 1949 ad opera della società RA.SI.O.M. e sviluppatosi nel decennio 1956-1966, ciò ha attivato una proliferazione di infrastrutture specializzate sia sul fronte mare (pontile e banchine), sia nelle aree terrestri retrostanti (magazzini, serbatoi). Questa funzione ha avuto dunque, uno sviluppo crescente con effetti positivi per l’economia della zona, basta ricordare la presenza oggi di tanti insediamenti industriali quali ESSO, SASOL, AGIP AUGUSTA (Gruppo Erg), ENICHEM, ISAB-ERG, ISAB-ENERGY. La notevole importanza di questa specifica funzione risiede nella circostanza che l’industria di massa, per motivi economici, deve necessariamente mantenere una fase attiva di sviluppo e deve, poter disporre, sia nella fascia costiera a contatto con il mare, sia a ridosso ed in prossimità della stessa, di vaste aree per l’installazione di sempre nuovi impianti di lavorazione o di razionalizzazione per il migliore sfruttamento di prodotti, nonché di aree per il deposito delle materie prime o di prodotti da queste derivati. Naturalmente, è necessario che l’industria possa usufruire di facilitazioni nella gestione del vettore marittimo, sia in termini di massima capacità di trasporto, sia in funzione della velocità della esecuzione delle operazioni portuali. Le funzioni industriali del porto di Augusta sono destinati ad avere per lungo tempo tassi di crescita significativi, i quali produrranno una ricaduta positiva in tutto il comparto economico della provincia siracusana. Una specifica funzione che in passato ha avuto un’importanza notevole è connessa al servizio di bunkeraggio, infatti le navi sostano nel porto per motivi diversi non legati alle operazioni commerciali quali rifornimento di bunker (combustibile), di lubrificanti, di acqua, di provviste o la sostituzione dell’equipaggio. Questo tipo di attività negli anni ’60 ha raggiunto il massimo livello di produttività facendo diventare Augusta una grande stazione di servizio soprattutto per le navi che percorrevano la rotta Gibilterra-Porto Said o Mar Nero. In seguito, negli anni ’80 il servizio è stato penalizzato dall’istituzione di altre stazioni di rifornimento nell’area del Mediterraneo come quelle di Gibilterra, Algeria, Suez e Malta e da una normativa nazionale che incide pesantemente sui tempi operativi e sui costi complessivi delle operazioni. L’attività di bunkeraggio deve essere considerata una funzione di grande importanza economica in quanto, aldilà della commercializzazione del prodotto, ogni approdo di nave alimenta una serie di occasioni indotte di attività, portando opportunità di lavoro. I costi per le operazioni di solo rifornimento dovranno essere contenuti per renderlo competitivo con le altre stazioni di bunkeraggio del mediterraneo rispetto alle quali comunque offre servizi e sicurezza incompatibili. Il porto di Augusta è destinato a divenire nel breve tempo una stazione di bunkeraggio le cui formalità burocratiche saranno ridotte al minimo, una stazione di servizio al centro del Mediterraneo, una fermata e via verso altre rotte, altri mari,nuovi impegni.

A cura del Dr. Alberto FAZIO


La rada di Augusta Immagine Google