Ex Saline di Augusta

Augusta - Sicilia

Saline di Augusta - Pubblicato Ottobre 2003.

Un documento certo che attesta l'esistenza delle saline ad Augusta, come demanio cittadino, risale all'Ottobre del 1590 e recita che su concessione di Re Filippo II veniva autorizzata l'edificazione di una salina detta "dell'Università", nel pantano adiacente la Città.

C'e' una stampa datata 1653 di autore anonimo che, rappresentando la Città di Augusta, illustra chiaramente la zona delle saline. Le saline diedero vita ad un'attività artigianale caratteristica del territorio di Augusta e nello stesso tempo rendevano il paesaggio particolarmente suggestivo, furono per Augusta una importante risorsa, svilupparono l'artigianato e attivarono il commercio del sale dando alla cittadinanza una risorsa economica. Esse alimentarono il mercato del sale sin dall'ottocento esportandolo tramite imbarcazioni a vela (varchi 'isalì) in molte regioni rivierasche d'Italia, nell'isola di Malta e in Inghilterra. Il lavoro delle saline era tipicamente stagionale da Marzo ad Agosto. Una giornata tipica dei salinari iniziava la mattina all'alba e proseguiva fino alle 11:00, evitando cosi il torrido caldo di mezzogiorno, si riprendeva a lavorare nel primo pomeriggio fino intorno alla 17:00. Nella zona della Salina Regina (n.1 nella Mappatura), di proprietà del Comune di Augusta, vi era un cumolo di sale a disposizione della cittadinanza augustana gratuitamente. Una caratteristica delle saline, come simbolo visivo, era il mulino a vento il cui compito era quello di pompare l'acqua di mare affinché il livello delle vasche salinari restasse costante. L’aspetto della zona delle Saline Regina è stato modificato una prima volta con la costruzione nel 1865 della ferrovia che ha diviso il sito in due aree, un'ultima modifica a discapito dell’area delle saline è stata la costruzione urbanistica che ha influito notevolmente sulla riduzione del sito. Si possono notare già nelle foto degl'anni fine '50 le prime costruzioni. Purtroppo, a causa dell'inquinamento delle acque reflue e industriali, nel 1979 la produzione del sale marino ad Augusta e' stata definitivamente sospesa.

Oggi
, i siti delle ex Saline hanno avuto il riconoscimento della Comunità Europea come area protetta “Rete Natura 2000”, zona di importanza comunitaria e di protezione sociale; codice del sito: SIC ITA090014. Auspichiamo che la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali in collaborazione con l’Ente Fauna Siciliana continui a vigilare in queste importanti aree naturalistiche che ogni anno permettono la nidificazione a moltissime specie di uccelli migratori, offrendo ai visitatori uno spettacolo unico.

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Mappatura delle Saline: (dis. Ing. Tullio Marcon)
1 Regina - 2 Castellino - 3 Fontana - 4 Nuova - 5 Vittoria - 6 Regina Corte - 7 Arcovia -
8 Pileri - 9 Fortunata.

A cosa servivano il mulino a vento e le tegole nelle saline di Augusta.

La struttura del mulino ad azione eolica era composta da travi di legno che creavano una forma quasi piramidale con all’apice un sistema di boccole e pulegge in acciaio (nei primi mulini erano in legno santo) collegate tramite delle cinghie ad una pompa idraulica a stantuffi (cavallino) collegata a dei tubi, sita alla base della struttura. Le pale erano formate da una struttura lignea a forma di telaio trapezoidale nelle quali venivano applicate delle tele in tessuto resistente. La rotazione delle pale attraverso la trasmissione dava movimento di funzione alla pompa idraulica il cui compito, come già detto, era quello di tenere il livello dell’acqua di mare constante nelle vasche salinari. Le tegole: il compito delle tegole, realizzate in terracotta, era quello di proteggere durante l'essicazione i cumoli di sale da eventuali piogge o altri fattori esterni.

Mulino

Saline fine anni '50

Salinari, la posa delle tegole