Borgo marinaro di BRUCOLI

Brucoli - Sicilia

Brucoli frazione di Augusta - Pubblicato Gennaio 2003/2017


Tornando indietro nella storia, tra verità e leggenda, agli inizi della colonizzazione greca in Sicilia sbarcarono a Brucoli i navigatori greci condotti da Limis, colonizzando il territorio e dandogli il nome di Thapsos.

Il Borgo Marinaro conosciuto oggi è sorto nel tardo Medio Evo, originalmente la località era nel feudo della Gisira che faceva parte della Contea di Augusta e venne denominata con il nome di Bruca, in seguito Brucula o Brucola,  con il nome di Brucoli la troviamo in alcuni documenti dell’Ottocento. Agli inizi il borgo era solo un villaggio di pescatori con pochi nuclei familiari, circa 160 persone tra adulti e bambini. Nel 1445, tra Antonio Bellomo conte di Augusta e la Camera Reginale sorse un contenzioso, il Bellomo rivendicava il diritto della vendita di vino al minuto nel porto-canale di Brucoli, diritto contestato dal viceré il quale si opponeva perché il porto era di proprietà del Re Alfonso che lo aveva ceduto alla moglie Giovanna d' Aragona. Le prime notizie sull’importanza del porto-canale di Brucoli risalgono a qualche anno prima della fine del 1460 quando era fiorente la produzione di grano nell'entroterra, questo diede spunto alla costruzione di un moderno caricatore di frumento detto bruca.

All’estremità Nord-Ovest del borgo adiacente il canale sorge il Castello Aragonese, un gioiello incastonato nel borgo marinaro, edificato nel XV secolo attorno alla già presente Torre Çabastida durante la carica a Governatore della Camera Reginale di Giovanni Çabastida da Barcellona su ordine della Regina Giovanna Erniquez, moglie di Giovanni II° d’Aragona Re di Navarra e di Sicilia, per il potenziamento di difesa all'invasione turche e barbariche. In origine la Torre Çabastida aveva la funzione di avvistatore marittimo e nel contempo  era armata per la difesa del territorio, con lo scopo di respingere eventuali pirati o predatori. Tra il 1462 e il 1468 la torre Çabastida fu racchiusa da cinte murarie che formavano un bastione perimetrale a forma di quadrangolare con quattro torri, tre della quali cilindriche ed una poligonale. Lo scopo era quello di difesa del commercio marittimo di piccolo cabotaggio e di protezione ai depositi di frumento del caricatore bruca, come da ordine della Regina Giovanna d' Aragona. Nel 1462 la Regina Giovanna con l'approvazione formale cedeva i suoi diritti sull' emporio, il porto-canale e il territorio circostante a Çabastida e ai suoi discendenti in segno di riconoscimento e apprezzamento del suo operato.
A testimonianza di ciò l’epigrafe collocata all’ingresso del Castello:
“REGINA SICULIS DIVA REGNANTE JOANNA AEDITA SUM BRUCULAE FRUGUM CUSTODIA TURRIS BASTIDA VOCOR QUONIAM BASTIDA JOANES ME FIERI FECIT SUMPSI QUOQUE NOMEN AB ILLO”.
Mentre la Divina Regina Giovanna regnava in Sicilia io, Torre, sono stata innalzata a guardia dei cerali di Brucoli. Mi chiamo Çabastida mi ha fatto costruire e ho preso anche il nome da LVI. (Traduzione prof. Giovanni Satta)

Il Castello e il territorio circostante fu sottratto alla contea feudale di Augusta entrando a far parte della Camera Reginale.

Non vi è dubbio che il borgo marinaro di Brucoli, il cui il Patrono è San Nicola di Bari, ebbe in passato un ruolo importante sul fronte dello scambio marittimo-commerciale per la sua posizione geografica nel Mediterraneo e la presenza del lungo canale navigabile fino alla foce del torrente Porcària (anticamente Pantakyas) dove, essendoci una fonte d’acqua dolce, avveniva il rifornimento delle imbarcazioni prima dei lunghi viaggi. Il canale era anche un sicuro rifugio per le imbarcazioni da trasporto durante le mareggiate invernali. Questi elementi diedero lo spunto per la costruzione di un Caricatore di frumento detto Bruca a cui giungeva il prodotto dalla fertile piana di Catania e dal territorio di Augusta. Sulla destra dell’estuario (come è chiamato dagli indigeni) si trova un grande tavoliere di pietra calcarea denominata la Gisira che giunge fino al mare. Da studi archeologici è stato accertato che in Età Neolitica la piana delle Gisira era abitata da uomini primitivi che in seguito la abbandonarono alla natura. Nel 1680 in questa stessa zona furono costruiti un Convento di Frati Cappuccini e una Chiesa dedicata alla Mater Adonai, tutt’oggi Santuario dell’Adonai e meta di pellegrinaggio e di ritiro spirituale per i fedeli.
Oggi:
nella zona della Gisira vi sono molte abitazioni di residenza stabile e di villeggiatura edificate a schiera e un noto villaggio turistico.
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Il canale di Brucoli, per un tratto navigabile da piccole imbarcazioni, è costituito da una stretta e lunga insenatura che dalla costa penetra nell'entroterra tra pareti di roccia calcarea: si tratta sostanzialmente di una insenatura nella costa creata dall'erosione del mare e dalle acque della foce del torrente “Porcària”.


Faro di BrucoliIl Faro - Castello Regina Giovanna di Brucoli.
Nell'elenco del Registro Fari e Fanali al Numero 2815.
Posizione: 37°14.4' N. - 15°15.5' E.
Antistante il Castello, lato Nord-Ovest, è ubicato il Faro
di segnalazione e punto di rilevamento della costa, edificato nel 1908
è attivato nel 1912.
Chiuso non abilitata la sua funzione, in custodia di Marifari Messina.
Nel 2015 è passato di pertinenza dell' Agenzia del Demanio Marittimo.

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Il 13 Gennaio 2017 è stato firmato il verbale di consegna del Faro di Brucoli alla Società vincitrice del bando “Valore Fari” che si è aggiudicata la concessione per 50 anni. Ha presentato un progetto di valorizzazione turistica e commerciale.
Considerazione:
Avremmo preferito che fosse stato ristrutturato come in origine, mettendolo parzialmente in funzione per inserirlo nel giro turistico del borgo marinaro di Brucoli, rendere così, con la sua proiezione luminosa, suggestivo il panorama. Con questa concessione è diventato privato un bene patrimonio di tutti senza alcuna funzione di pubblica utilità.

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Immagine di copertina
 - Satellitare di Google.




Immagine del Borgo Marinaro


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