Il Porto come risposta ...al mercato del lavoro

Augusta - Sicilia

Il porto di Augusta incertezza come risposta sul lavoro

La provincia di Siracusa si presenta con un tasso di disoccupazione nel 2007 del 14,6% molto al di sopra della media nazionale. Ne deriva che per Augusta e l’intera provincia di Siracusa il rilancio della portualità attraverso lo sviluppo di un’area commerciale può contribuire in misura notevole alla riduzione del numero di persone in cerca di occupazione. Infatti se da un lato il lancio del porto commerciale di Augusta contribuisce al miglioramento del sistema dei trasporti in un’ottica multimodale, creando dei flussi economici non trascurabili, non meno favorevoli sono i risvolti sociali da esso generati, grazie alla creazione di nuovi posti di lavoro, sia nell’indotto diretto costituito da:
- imprese di riparazione dei contenitori;
- magazzini di deposito;
- imprese di riparazione elettrica e meccanica dei contenitori refrigerati;
- imprese per il lavaggio dei contenitori;
- imprese di trasporto;
- gruppo dei piloti del porto;
- rimorchiatori;
- ormeggiatori; - Guardia di Finanza;
- Polizia di frontiera;
- Vigili del fuoco;
- Sanità marittima. Sia nell’indotto indiretto costituito da quelle aziende che usufruiscono dei benefici flussi generati dal porto in maniera indiretta, quali ad esempio:
- le agenzie di viaggio;
- gli agenti marittimi e gli spedizionieri;
- le agenzie assicurative;
- i ristoranti e gli alberghi;
- le attività import-export;
- le imprese fornitrici di parti meccaniche;
- le imprese fornitrici di bunker e i servizi di carenaggio.
Mentre questi tipi di attività per poter creare nuovi posti di lavoro necessitano di un sistema portuale già avviato, le opere di completamento delle banchine commerciali permettono l’immediata creazione di nuovi posti di lavoro senza dover attendere a lungo. a vantaggi ancora più grandi nel mercato del lavoro locale potrebbero essere generati dall’insediamento e sviluppo di nuove attività manifatturiere nel retroterra portuale, capaci di realizzare in loco processi di produzione verticali, cioè che permettano la trasformazione delle materie prime in prodotti finiti, che successivamente verrebbero destinati all’esportazione. Lo sviluppo di tali attività permetterebbe l’assorbimento di una quantità notevole di manodopera, costituendo in tal modo un’alternativa valida alle ricorrenti crisi dell’industria chimica e petrolifera.

A cura del Dr. Alberto Fazio


La rada di Augusta Immagine Google