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Sito informativo sulla Città di Augusta (Sicily)
Storia: Fondazione
Augusta - Sicilia
Fondazione della città di Augusta

Ancora non abitata veniva indicata come “Isola delle palme”, per la sua fiorente vegetazione arecaceae. Augusta, una piccola penisola naturale di fronte l'ex colonia greca di Megara Iblea. Con la fortificazione della città, l'istmo che la rendeva penisola fu asportato trasformandola in isola, il cui accesso avveniva grazie a due ponti levatoi collegati ai rivellini. Ipotesi contrastanti sulla sua fondazione. Alcuni storici asseriscono che il nome derivi dall'imperatore Ottavio Augusto, il quale avrebbe fondato la città sulle rovine dell’antica colonia greca Xifonia. A supporto di questa testimonianza vi è una epigrafe nel Castello Svevo che recita: “AUGUSTAM DIVUS AUGUSTUS CONDIDIT URBEM ET TUILT UT TITULO SIT VENERANDA SUO”. Altri storici attribuiscono a Federico II la sola costruzione del Castello. La prima ipotesi non ha fondamento, sia perché vi sono documenti originali e manoscritti di decreti che recitano l'origine di Augusta nel periodo Federiciano, sia perché nel 1232 venne emesso il decreto “Privilegium” di Federico II per l'assegnazione di una vasta zona di territorio ad Augusta. La città fu inizialmente abitata da deportati, cittadini di Centuripe e Montalbano Elicona, città ribellatesi al dominio federiciano. L'imperatore “Augustus” indicato dall'epigrafe del Castello è allora proprio Federico “augustale” (aggettivo che significa imperiale) appunto riferito all'imperatore Federico II di Svevia. La costruzione del castello di Augusta, unito alle fortezze di Catania (Castello Ursino) e Siracusa (Castello Maniace) si inquadrava invece in un progetto più ampio, teso realizzare un controllo militare più capillare sui dominii federiciani dell’epoca. Il fondatore prese molto in considerazione Augusta, donandole il titolo di "Veneranda" sia per la bellezza dell'isola, sia per lo straordinario porto naturale. Nel 1239 il porto Megarese, grazie degli aragonesi, ebbe anche una improvvisa e copiosa attività commerciale che indusse l'imperatore a nominare come custode del porto il nobile Angelo Frisar. Ancora oggi la rada di Augusta è il cuore pulsante della sua economia, fonte primaria di sviluppo e di progresso.
Aquila Sveva, fu concessa alla Città dal suo fondatore, Federico II, e troneggia mirabilmente incastonata al centro della facciata del palazzo municipale. Lo stemma presenta alcuni simbolismi che ne caratterizzano il significato; la corona, simbolo di regalità, le ali spiegate, emblema di potenza e indomità. Tra gli artigli sono strette due monete, i marenghi, che l’aquila trae dal mare, raffigurato nelle parte inferiore dell’effigie come flutti. Chiaro il riferimento alla città, che proprio dal mare ricava ogni ricchezza e prosperità.
Monete dell'epoca |
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