Ipotesi sulla fondazione della Città di Augusta

Augusta - Sicilia

Fondazione della città di Augusta.

Ancora non abitata, veniva indicata come “Isola delle palme” per la sua fiorente vegetazione di arecaceae. Augusta è una piccola penisola naturale di fronte l'ex colonia greca di Megara Iblea.

Alcuni storici asseriscono che il nome derivi dall'imperatore Ottaviano Augusto il quale avrebbe fondato la città sulle rovine dell’antica colonia greca Xifonia; a supporto di questa testimonianza vi è una epigrafe nel Castello Svevo che recita:
“AUGVSTAM DIVVS AUGVSTVS CONDIDIT VRBEM ET TVILT VT TITVLO SIT VENERANDA SVO. THEVTONICA FREDERICVS EAM DE PROLE SECVNDVS DOTAVIT POPVLO FINIBVS ARCE LOCO”.

[ Il divino Augusto fondò la Città di Augusta e volle che con il suo titolo fosse Veneranda. Federico secondo di stirpe tedesca l'ha dotata di popolazione, confini, rocca e territorio. ] (Traduzione Prof. Giovanni Satta).
Gli stessi storici attribuiscono a Federico II° solo l'edificazione del Castello. Altri storici in base ai documenti, ai decreti e al manoscritto del cronista siciliano medievale Nicolò Jamsilla, successivamente confermato con chiarezza anche dallo storico Nicola Speciale, fanno risalire l'origine della fondazione di Augusta al periodo federiciano in virtù anche dell'emissione nel 1232 del decreto “Privilegium” di Federico II°, al fine di assegnare il territorio spettante alla Città di Augusta, delimitandone i confini, esso era formato da trentasei feudi e vari possedimento allodiali. Inizialmente era abitata da deportati; cittadini di Centuripe e di Montalbano Elicona, città ribellatesi al dominio federiciano. L'imperatore “Augustus” indicato dall'epigrafe del Castello è allora proprio Federico “augustale” (aggettivo che significa imperiale) appunto riferito all'imperatore Federico II° di Svevia. La costruzione del Castello e la fortificazione di Augusta, unitamente alle fortezze di Catania Castello Ursino e di Siracusa Castello Maniace, tutte progettate dall'architetto Riccardo da Lentini, si inquadravano in un ampio progetto inteso a realizzare un controllo militare capillare sui domini territoriali federiciani dell’epoca. Il fondatore prese molto in considerazione Augusta donandole nel 1234 il titolo di Veneranda "Urbs Regalis Augusta Veneranda Fidelis" [Augusta Città Regia Veneranda e Fedele] per la bellezza dell'isola che si estende tra due golfi naturali: il golfo Xifonio e il golfo Megarese. Intorno al 1239 si iniziò la costruzione della città, con ritardo rispetto alla fondazione per motivi di natura economica e di controllo del territorio. Il porto grazie agli Aragonesi ebbe una improvvisa e copiosa attività commerciale che indusse l'imperatore a nominare come custode del porto il nobile Angelo Frisar. Ancora oggi il porto di Augusta è il cuore pulsante della sua economia cittadina, fonte primaria di sviluppo e di progresso. Nel 1652, con la fortificazione della Piazza d'Armi, fu asportato l'istmo che rendeva Augusta penisola trasformandola in isola il cui accesso avveniva grazie a due ponti levatoi collegati ai rivellini.

Effige della Città.
L’Aquila Sveva fu concessa alla Città dal suo fondatore Federico II di Svevia e troneggia mirabilmente incastonata al centro del prospetto principale del Palazzo Municipale. Il significato che l'aquila trae con gli artigli dal mare due monete d'oro simboleggia che proprio dal mare Augusta ricava ogni ricchezza e prosperità.

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Araldica: Effige e Gonfalone della Città di Augusta

L’Aquila, simbolo di Augusta, è raffigurata con le ali spiegate, simbolo di potenza indomita; la corona sul capo, simbolo di regalità; negli artigli stringe due monete (marenghi) che preleva dal mare simbolo di prosperità. Il fondo dello scudetto nel quale è collocata l’aquila è di colore verde con la parte inferiore di colore celeste che rappresenta i flutti, all'esterno dello scudetto una fascia di colore giallo in cui è la scritta “Urbs Regalis Augusta Veneranda Fidelis". L’immagine sopra simboleggia l’originale!

Monete in cui è raffigurato l'imperatore

La moneta d’oro, detta ”augustale” di Federico II (1231 – 1250) fu coniata nella zecca di Messina con un peso di gr.5,25 e con un diametro di 20mm. Tale moneta, oltre alla funzione delle altre monete, serviva a diffondere l’immagine dell’imperatore come successore di Cesare Augusto. La moneta era in uso nelle zone feudali e demaniali dell’Imperatore.