I Frati Cappuccini ad Augusta, le Chiese e Conventi.

Inserto

Inserto pubblicato dal nostro inserzionista nell'Ottobre 2009.

La storia dei Frati Cappuccini di Augusta è il simbolo di una presenza che si fonde inscindibilmente con la storia stessa della nostra Città. Il 14 gennaio 1605, nel Capitolo Provinciale celebrato a Licodia, venne accettato il luogo di Augusta come sede conventuale e nell’Ottobre dello stesso anno si cominciò la costruzione del Convento e della Chiesa su commissione di Fr. Padre Mariano Giarratana, la Chiesa annessa fu dedicata alla Madonna degli Angeli. La struttura era situata con il prospetto principale sulla attuali Via Principe Umberto angolo Via Generale La Ferla, il compleso si estendeva fino alla Via Alabo. Il luogo prescelto fu quello dove in precedenza erano state demolite le due chiesette fatiscenti e sconsacrate, l'una dedicata a San Martino e l'altra a San Giuliano. Nel comprensorio del convento vi era un appezzamento di terreno coltivato ad ortaggi, detto “Silva”, che confinava con le attuali vie: X Ottobre ad Ovest e Via Alabo a Sud, proprio in quest’ultima via vi è ancora oggi un’icona votiva in ricordo dell’ex convento al cui interno vi è un dipinto raffigurata la Madonna dei Poveri anch'essa venerata nella Chiesa. Gli ortaggi prodotti nella "Silva" erano fonte di alimentazione dei frati e degli anziani poveri e bisognosi. La Chiesa annessa al convento era di piccole dimensioni, il prospetto era molto semplice e culminava con un’esile cella campanaria di modeste dimensioni, aveva una lunghezza di circa undici metri, come si rileva da documenti storici, di aspetto imponente per l’ampiezza e per la particolarità delle sua strutture, era sollevata rispetto al piano stradale, perché al disotto della pavimentazione vi era la cripta che ospitava i frati nel loro riposo eterno. Sopra il portale insisteva la finestra cantoria simile a quelle che si apriva su Via Marcello [oggi Via Generale La Ferla]. L’interno della Chiesa era ad unica navata nella quale si poteva accedere tramite due ingressi, uno principale praticato, come detto, su Via P. Umberto e l’altro laterale su Via Generale La Ferla, tramite la gradinata, addossati alle pareti della navata vi erano diversi altari, in quello maggiore vi era collocata una grande e pregiata tela raffigurante la Madonna degli Angeli, la venerata statua in manufatto di cartapesta della Madonna dei Poveri, un altro simulacro era la statua in gesso raffigurante il Cristo Redentore [oggi restaurata e collocata nella Chiesa Cristo Re - Augusta]. Con il nefasto terremoto del 1693 che distrusse la cittadina, anche il Convento e la Chiesa divennero macerie, ma furono entrambi ricostruiti negli anni seguenti (come nella foto di copertina), all’insegna della semplicità francescana. In seguito alle leggi eversive del 1866, i Frati furono costretti ad abbandonare quei luoghi, con grande dispiacere e rammarico della cittadinanza tutta; per diversi decenni il convento ed i Frati avevano infatti rappresentato un punto di riferimento spirituale e solidale per tutti gli augustani. Nonostante ciò, dopo vari progetti, i locali furono comunque abbattuti nel 1933. Trascorsero gli anni, sorse una nuova costruzione e, nel 1955 vi fu inaugurata l’odierna Scuola Elementare "Giovanni Pascoli", che proprio per questo trascorso viene ancora oggi chiamata “La Scuola dei Cappuccini”. I frati non si rassegnarono e, stimolati dall’amore e dalla devozione della cittadinanza per il saio francescano, decisero di costruire un nuovo Convento. Al confine della zona denominata “Terravecchia” esisteva una piccola chiesetta dedicata alla Madonna. Alcuni storici affermano si trattasse anticamente di una costruzione militare inglobata nell’antica cinta muraria aragonese, e precisamente di un’armeria. Ecco spiegato il significato della forma circolare e delle due porte poste nel prospetto, necessarie ai militari per l’ingresso, la vestizione, l’armamento e la successiva uscita dalla seconda porta senza creare intralci. Questa guarnigione si suppone fosse un avamposto militare di supporto al controllo della antica porta di mare, la porta di Terravecchia. Solo successivamente l’edificio fu ristrutturato e dedicato al culto, soprattutto sembra, da parte dei pescatori e dei cordai (costruttori di corde) che abitavano nella zona limitrofa essa fu anche sede della Confraternita dei Macellai. La chiesetta aveva quindi origini molto antiche, già prima del terremoto del 1693 era stata visitata dal Vescovo Francesco Maria Rini [ O.F.M. ], in visita pastorale, ma solo nei primi anni del 1700 fu restaurata come la possiamo ancora oggi ammirare e che appunto, per la sua forma rotonda, ne fa una Chiesa diversa da tutte le altre e quindi molto particolare. In seguito venne acquistato il terreno del lotto Terravecchia-Rotonda adiacente a detta Chiesa dedicata a “Santa Maria del Perpetuo Soccorso”, conosciuta già allora anche come “Chiesa della Rotonda o del Bambino Gesù”, [Chiesa du’ tunnu o du’ bambineddu]. Il 10 gennaio 1902 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra per la realizzazione della struttura conventuale si incaricò Fr. Padre Benedetto Greco da Augusta, che insieme a Fr. Padre Agostino completarono i lavori. La chiesa “Santa Maria del Perpetuo Soccorso”, come tutte le altre Chiese era soggetta al Vescovo della Diocesi che, concedendola in uso ai frati francescani, di fatto la accorparono alla struttura conventuale. Al Convento fu successivamente aggiunto il seminario serafico, da qui la necessità di ampliare la struttura creando una nuova ala conventuale, i lavori iniziarono il 12 luglio 1950 alla presenza del Ministro Generale Fr. Clemente da Milwaukee poi  portati a termine da il Fr. Agostino Motta e da Fr. Padre Alessandro Santacroce da Sortino . La Chiesa divenne Parrocchia il 12 Aprile 1964, dopo una solenne celebrazione Eucaristica presieduta dall’allora Arcivescovo di Siracusa Giuseppe Bonfiglioli. Grazie all’impegno, alla dedizione di Fr. Padre Amedeo Giuseppe Iaìa da Sortino e alla fraternità stabile, per rispondere alle esigenze di una comunità parrocchiale sempre più numerosa e presente, viene infine realizzato il “sogno" di avere una nuova e più grande Chiesa; quarant’anni esatti dopo l’elezione a Parrocchia, viene consacrata da S.E. Mons. Giuseppe Costanzo Arcivescovo Metropolita di Siracusa il 3 Aprile 2004  una nuova e moderna Chiesa dedicata a “Cristo Re”.
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Nella foto a destra uno dei due inginocchiatoi della antica Chiesa della Madonna degli Angeli.
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A cura di Frate Padre Maurizio Sierna