Augusta: L’antica devozione alla Madonna dei poveri nel XVII sec.

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Inserto Pubblicato dalla Redazione il 28 Ottobre 2022


All’angolo tra Via Alabo e Via Principe Umberto, è presente una piccola edicola votiva dedicata alla “Mater Pauperum”, la Madonna dei Poveri. Il culto per la Madonna dei Poveri, e la festa ad esso collegata, è strettamente connesso alle vicende dell’antica Chiesa dei Cappuccini, dedicata alla Madonna degli Angeli (Angioli…), e del relativo congiunto Convento.

Chiesa e Convento, risultavano edificati (prima pietra posta nel 1606) nel tratto di Via Principe Umberto compreso tra le attuali Via Generale La Ferla e Via Alabo. Nella stessa area vi erano anticamente poste due piccole Chiese, dedicate a San Martino e San Giuliano. Tale complesso comprendeva anche, nella parte meridionale, una vasta area agricola denominata “Silva”, ricca di ulivi, alberi da frutta e coltivazioni da orto; tali prodotti venivano utilizzati per il sostentamento dei Frati, come merce di scambio o come, nello spirito francescano, come aiuto ai fedeli più indigenti. Le alterne vicende che si susseguirono nei secoli, il sisma del 1693, la soppressione dei beni ecclesiastici, e la decadenza dell’edificio, fece sì che nel 1926 Chiesa e Convento vennero demoliti (1932) e ceduti al Comune. Nell’area sorse così l’attuale scuola elementare denominata “Cappuccini”, in ricordo dell’antico Tempio (1955). La vendita consentì alla Curia di disporre di un primo fondo per la costruzione della Chiesa del Sacro Cuore della Borgata. La città, negli anni, aveva infatti cominciato ad estendersi oltre il centro storico dell’isola, dove erano presenti tutte le Chiese. Tra gli arredi sacri della Chiesa della Madonna degli Angeli si sono salvati un pregiatissimo mobile settecentesco (cassarizio) per riporre i paramenti sacri, tuttora presente nella sacrestia della Chiesa di Santa Maria del Soccorso, e due inginocchiatoi di manufatto settecentesco presenti oggi nella Chiesa Cristo Re. La solennità della Madonna dei Poveri si celebrava ogni anno la prima domenica di Agosto, venerata soprattutto dagli augustani più indigenti. Era, nel passato, una delle feste più sentite della città, che richiamava fedeli anche dai paesi vicini. Spesso, se le offerte dei fedeli ed i risparmi dei Frati lo consentivano, prendeva parte ai festeggiamenti anche una banda musicale proveniente da altri centri (Il corpo bandistico di Augusta venne infatti istituito solo nel 1863 dall’allora Sindaco Giuseppe Surdi). La sera del Sabato, ai vespri, il prospetto della Chiesa e parte della Via Principe Umberto (ex Via Ferdinandea) venivano illuminati con ceri e globi di acetilene. Nel pomeriggio della Domenica, dopo le varie ufficiature della mattina, il simulacro della Vergine veniva portato in processione tra scampanii e sparo di mortaretti, seguito da una folta schiera di popolo festante. Portato a spalla dalla Pia Unione “Carcari e Molinari” il fercolo percorreva le principali vie della città. Al termine, dopo la solenne benedizione eucaristica, il popolo festante si recava alla marina, dove si “Accendeva un artificio di fuoco, costituito da botti e luminarie”. Con la chiusura al culto della Chiesa e le vicende belliche nel tempo intercorse, la festa non venne più celebrata. Il simulacro, da alcune testimonianze private, sembra sia stato affidato ad una famiglia di Augusta che lo conservò ed espose con venerazione nella propria casa per diversi anni, per poi cederlo alla Chiesa di Santa Maria del Soccorso. In ogni caso, ad oggi, ogni traccia si è purtroppo persa. Unica testimonianza resta l’edicola votiva di Via Alabo, qui posizionata in quanto posta all’estremo sud del terreno che delimitava l’antica “Silva”, nella quale l’immagine della Madonna dei Poveri è riprodotta in un piccolo dipinto a tempera.

A cura di Massimo Bendia. | Tutti i diritti sono riservati |