AUGUSTA: IL PALAZZO DEL MUNICIPIO

Augusta - Sicilia

Opere storiche della città - Pubblicato nel Marzo 2008



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Lo stabile fu edificato in stile sobrio barocco nel 1699 sopra le rovine di una segreta (prigione) che fu utilizzata sia dagli spagnoli che dai francesi durante il loro dominio. Per far fronte alle spese di costruzione della "Nuova Casa della Città" l'Amministrazione della Università Civica attinse anche i proventi sulla "gabella del pane", quindi una tassa giornaliera sul bene di necessità dei cittadini. I lavori di costruzione del nuovo Palazzo furono affidati al Capomastro delle Regie Fabbriche Antonino Greco. Il prospetto principale del Palazzo è rivolto alla Piazza Matrice e il lato Est è rivolto alla Via P. Umberto, con un rafforzo strutturale alle teste d'angolo tra la Piazza e Via Umberto e tra la Piazza e il vicolo Cinema Impero. Solo in un secondo momento la struttura fu elevata di un piano e anni dopo fu accorpata la Casa del Fascio costruita nello stesso stile rendendone di fatto un unica struttura. Il monumento è composto da un piano terra ai cui lati del portone d'ingresso principale vi sono quattro finestre, due oggi si affacciano sui locali della Biblioteca Comunale e le altre due sulle sale del Museo della Piazzaforte, sul lato destro all'altezza del primo piano si nota l'orologio solare (meridiana), disegnato nel 1870 da due famosi astronomi Giovanni Battista Donati e Padre Angelo Secchi. La meridiana attraverso lo gnomone in ferro segna le ore e i mesi dell'anno, sul lato sinistro l'epigrafe in memoria dell'evento. Al piano sopraelevato sono ubicati l'ufficio del Sindaco e gli uffici della segreteria che si affacciano in un lungo ballatoio costruito da lastre di pietra arenaria e sorretto da cagnoli anch'essi in pietra arenaria e delimitato da una ringhiera in ferro battuto che si estende per tutto il ballatoio, dalla Piazza Matrice alla Via P. Umberto, la base dell'edificio è percorsa in lunghezza e larghezza da un solido zoccolo in pietra arenaria. Sotto l'arco centrale del cornicione che delimita in altezza la struttura vi è collocata l'Aquila Sveva in pietra bianca, simbolo concesso da Federico II di Svevia alla Città al disotto del quale sul fastigio vi è la dicitura URBS REGALIS AVGVSTA VENERANDA FIDELIS. Ai lati della porta centrale che da sul balcone vi sono due cartigli che dopo l'occupazione del 1943 al loro interno fu levigato e cancellato il simbolo littorio. Nel 1735 una parte interna del Palazzo fu adibita a teatro cittadino, composto da una platea, diversi palchi, la galleria e sei sedute per l'orchestra. Nel 1866 le pareti della sala del teatro furono rivestite in legno pregiato; in tale sala venivano effettuate anche delle proiezioni cinematografiche. Nel 1919, non rispettando le norme di sicurezza vigenti dell’epoca, la sala cine-teatro venne chiusa su ordine del Prefetto di Siracusa, dopo qualche anno venne ristrutturata in stile barocco ed adibita a salone di rappresentanza, dove periodicamente si effettuavano le sedute pubbliche e consiliari. Il Palazzo Senatorio fortunatamente è sopravvissuto alle insidie dei terremoti e alle guerre che si sono succedute. Nel 2010 è stato ultimato al Palazzo di Città il restauro ed è tornato all’antico splendore. Una nota di plauso per lo straordinario lavoro svolto con certosina abilità nel restauro dell’affresco originariamente eseguito dal M° Gregoretti raffigurante "Il trionfo della abbondanza guidato dalla saggezza" e del lampadario di Murano a 60 fiamme della sala di rappresentanza. In occasione della ricorrenza del 150° dell’Unita' d’Italia il Palazzo e' stato riaperto alla cittadinanza.
Giorno 21 marzo 2015, in occasione della XX Giornata della Memoria e dell'Impegno, il Salone di Rappresentanza è stato dedicato, presente la figlia Caterina, al Magistrato Rocco Chinnici ucciso dalla mafia a Palermo. In tale occasione nel suddetto Salone è stata apposta una targa ricordo.

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Alcune immagini - Restaurato nel 2010