Assassinio del Comandante della Corvetta Pomona - Anno 1958.

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Inserto Pubblicato dalla Redazione 5 Dicembre 2023


Uno spiacevole e tragico evento che ha scosso la Marina Militare e i suoi equipaggi, un evento che è rimasto come una macchia indelebile nel Giornale di Chiesuola della corvetta, un atto atroce che resterà nella storia della Marina.

La Corvetta Pomona della Scuola Comando di Augusta per attività programmata viene inviata a Napoli con altre Unità. Alle prime luci dell’alba del 24 Febbraio 1958 il Comandante dell’Unità Tenente di Vascello Bettino Negrotto Cambiaso Doria di anni 36, nobile marchese della aristocrazia genovese, viene assassinato a scopo di rapina nel suo camerino. Il Comandante, imbarcato sulla Corvetta per il periodo addestrativo di comando, era giunto con l’Unità nel porto di Napoli ormeggiata al molo Pisacane nella Base Militare a disposizione dello Stato Maggiore Marina. La scoperta del delitto avvenne in tarda mattinata, chiamato dall'Ufficiale in 2^ per presidiare la Santa Messa officiata del Cappellano militare, il Comandante non rispondeva, aperto il camerino una scena agghiacciante si presenta alla vista dell’Ufficiale, il Comandante steso di traverso nel letto con la testa spaccata e sanguinante privo di vita, girando lo sguardo l’Ufficiale notò che la cassaforte era aperta.
Indagini sull’omicidio.
Si aprì l’inchiesta da parte del Comando della Marina e dalla Procura della Repubblica di Napoli, fu effettuato il sequestro della Nave e al personale fu vietato di scendere da bordo. Il Ministro della Difesa dell’epoca, Paolo Emilio Taviani, incaricò l’Ammiraglio del Dipartimento di tenerlo al corrente degli eventuali sviluppi dell’inchiesta. Giunsero a bordo della Nave il capo della Procura Militare Bennardo Pacella in compagnia di due Ufficiali superiori dell’Arma dei Carabinieri per eseguire alcune indagini, nel frattempo una ispezione amministrativa compiuta dal Colonnello Ugo Pesce del commissariato accerta un ammanco di cassa di 5 milioni di lire. Tutto il personale di bordo presente fu interrogato ma risultava assente, perché in permesso dalla mattina di quello sventurato giorno, il sottocapo segnalatore Giovanni Spaziano. I carabinieri si recano nel Comune di Marziano Appio dove il sottocapo era residente e dopo una attenta perquisizione nella casa dei genitori hanno trovarono buona parte della refurtiva, quattromilioni e cinquecentomila lire.
Sentenza.
Il sottocapo accusato di omicidio a scopo di rapina viene condotto presso la Casa Penale di S. Eframo (NA). Vi fu il processo durante il quale confessò la dinamica dei fatti che, a suo dire, i soldi gli servivano per sanare un debito che aveva contratto. Per impossessarsi del denaro uccise il suo Comandante con una spranga di ferro mentre dormiva, per paura di essere scoperto. Il sottocapo fu condannato all’ergastolo, pena confermata in Cassazione e poi ridotta a 30 anni.
Nota:
Dal fatto accaduto il Ministero Difesa Marina dal 1958 ha istituito sulle Unità Navali la scolta armata alla cassa.

Foto:
Immagine di copertina, Nave Pomona dall'Archivio Storico M.M.I.
1.dx. Nastrino con le informazioni.
2.dx. foto banchina torpedinieri Augusta anni 50/60.
3.dx. foto dal web Porto di Napoli.
4.dx. foto da Wikipedia Casa Penale S. Eframo (NA).
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Tratto dalla cronaca dell’epoca.

A cura di Francesco Carriglio | Tutti i diritti sono riservati |