Cronaca di Guerra: Augusta 13 maggio 1943

Inserto

Inserto pubblicato nel Maggio del 2005 dalla Redazione

Il porto di Augusta, a causa della sua copiosa attività navale militare, era diventato per gli inglesi un obiettivo primario nel settore orientale della Sicilia. Nei primi giorni del mese di Maggio si ebbero le prime avvisaglie con sporadici bombardamenti. La R.A.F. [Royal Air Force] di stanza nella base di Malta eseguiva con i suoi caccia-bombardieri Spitfires delle incursioni diurne allo scopo di colpire il Naviglio Militare in sosta nella Base Navale, molte delle bombe sganciate non colpirono i bersagli assegnati ma un numero rilevante di esse caddero sulle case dei cittadini augustani causando morte e distruzione. L'11 Maggio scortata da tre Cacciatorpedinieri: Sebenico, Ardimentoso e Cascino, proveniente da Taranto giunge nella rada di Augusta la Nave Cisterna Carnaro da 8257 tonn., che viene ormeggiata al Pontile Nafta con il compito di rifornire di combustibile avio gli Idrovolanti RS 14 di stanza ad Augusta e gli aeri tedeschi dislocati nelle basi di Comiso e Catania. Questa operazione diede spunto agli anglo-americani di attaccare Augusta. Il direttore del Pontile Nafta Cav. Tringali, sia per le avvisaglie dei giorni precedenti che per il suo intuito suggerì al Comando della Base Militare di fare ormeggiare la Nave Cisterna, camuffandola con un posticcio fumaiolo e con dei teloni in modo da modificarne la sagoma alla banchina di Gianalena, nella parte ovest del porto, lontano dalla Città. Gli anglo-americani, con l'intento di colpire la Base Navale il cui bersaglio [To Attack Tanker] era la Nave Cisterna, con due ondate di bombardamenti; dal campo di Berka, nella zona desertica di Bengasi, alle ore 10:12 si alzarono in volo 28 quadrimotori statunitensi B-24D, dei quali due per motivi tecnici atterrarono nella base di Benina e 26 giunsero ad Augusta nella tarda mattinata del 13 Maggio 1943. Suonarono le sirene dell'allarme aereo e il cielo fu sorvolato da 26 aerei B-24D denominati "Liberators", ognuno con un carico di 9 bombe da 225 Kg, volando ad una altitudine di circa 6000 metri e, come stabilito dal loro piano di volo, sganciarono il loro carico di distruzione e di morte. Nulla poté fare la contraerea presente sul territorio, sia per l'altitudine dei bombardieri, sia per la foschia di quel tragico giorno. La difesa aerea riuscì a danneggiare solo qualche velivolo senza infliggere alcuna perdita alla Squadriglia Aerea nemica. La prima ondata di bombardamenti colpì la zona portuale e limitrofa della Città, mentre la seconda delle 13:40 effettuata dai caccia Liberators del 98° Gruppo Aereo, comandato dal Colonnello J. R. Kane, colpì duramente la Città sganciando su di essa 225 bombe, tutte su obiettivi civili. Alcuni di questi bombardieri, sfidando la contraerea, si abbassarono di quota e lanciarono delle bombe incendiarie da 2 Kg, aggiungendo focolai d'incendio alla già presente distruzione. Dopo i 10 interminabili minuti dell'attacco aereo chi dalle colline circostanti rivolgeva lo sguardo ad Augusta intravedeva un insieme di rovine e calcinacci fumanti, sicuramente una brutta visione ed un ricordo indelebile nella memoria di chi lo ha vissuto. I primi interventi di soccorso alla popolazione da estrarre sotto le macerie furono dati dai Militari presenti nel territorio e dai Vigili del Fuoco di Siracusa. La sera del 13 Maggio la Nave Cisterna Carnaro, indenne, lasciò il porto di Augusta e si diresse verso un ormeggio ritenuto sicuro (porto di Siracusa). L'obiettivo primario degli anglo-americani non era stato colpito. Il Bollettino di Guerra N. 1084 del 14 Maggio 1943 denunciò il bombardamento, minimizzando sia la potenza di fuoco che il numero delle vittime. Questo recitava: "Un lieve danneggiamento agli edifici, il decesso di 19 persone e il ferimento di 41". Il Bollettino di Guerra N. 1084 fu rettificato il 17 Giugno grazie alla stampa locale e nazionale che diede eco al disastroso evento. Il giorno 13 Maggio 1943 fu un giorno luttuoso per la cittadinanza augustana poiché a causa dei bombardamenti perirono 23 uomini e 39 donne, con una età media di 32 anni. I danni al patrimonio edilizio e monumentale furono ingenti.

Aggiornamento


Nel giardinetto adiacente la Chiesa di San Domenico è stata posta il 13 Maggio 2011 una roccia lavica a perenne memoria delle vittime civili, come recita la targa apposta alla stessa, per l’insensato bombardamento di quel tragico giorno che provocò 62 vittime innocenti.




Considerazione

§ 13 maggio 1943 / 2013 - 70° Anniversario del bombardamento.

Nessun riconoscimento ha avuto la Città per aver subito nel secondo conflitto mondiale una tragedia colma di morti e di distruzione. Molti si sono attivati affinché questo giorno non venga mai dimenticato, affinché la Città abbia il dovuto riconoscimento dallo Stato da poter apporre al proprio gonfalone a ricordo delle vittime di questo sventurato giorno. Bisogna anche dire che non vi è stata, da parte degli Amministratori locali, la volontà e l'iniziativa di intitolare una via o una piazza alla memoria di quel tragico giorno, non per ricordare il disastro storico-immobiliare, ma per ricordare soprattutto le persone innocenti che hanno perso la vita in questo insensato bombardamento. Speriamo che, dopo il 70° anniversario in ricordo del tragico giorno, qualcuno che abbia il potere trovi una soluzione decisiva all’iniziativa di riconoscimento alla Città e alle sue Vittime.


A cura di Francesco Carriglio.