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Cronaca di Guerra: Augusta 13 maggio 1943
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Inserto pubblicato dalla Redazione

Il porto di Augusta, a causa della sua copiosa attività navale militare, era diventato per gli Inglesi un obiettivo primario nel settore orientale della Sicilia. Nei primi giorni del mese di maggio si ebbero le prime avvisaglie, con sporadici bombardamenti. La R.A.F. di stanza nella base di Malta, eseguiva con i suoi caccia-bombardieri "Spitfires" delle incursioni diurne allo scopo di colpire il naviglio militare in sosta nella Base Navale. Ma molte delle bombe sganciate non colpirono i bersagli assegnati, un numero rilevante di esse caddero sulle case dei cittadini augustani, causando morte e distruzione. L'11 maggio l'arrivo nella rada di Augusta della Nave Cisterna "Carnaro", il cui compito era il rifornimento di combustibile avion per gli idrovolanti RS 14 e per gli aeri dislocati nelle basi di Comiso e Catania, diede spunto agli Anglo-Americani di attaccare Augusta. Il direttore del pontile Nafta sia per le avvisaglie dei giorni precedenti che per il suo intuito decise di fare ormeggiare la Nave Cisterna nella banchina di Giannalena, nella parte ovest del porto. Gli Anglo-Americani decisero di colpire la Base Navale con due ondate di bombardamenti. Nella tarda mattinata del 13 maggio 1943, suonarono le sirene dell'allarme aereo. Il cielo di Augusta fu sorvolato da circa 28 aerei quadrimotori B-24 denominati "Liberators", ognuno con un carico di 9 bombe da 225 Kg. Volarono ad una altitudine di circa 6000 metri, come stabilito dal loro piano di volo, sganciando il loro carico di distruzione e di morte. Nulla poté fare la contraerea presente sul territorio, sia per l'altitudine dei bombardieri, sia per la foschia di quel tragico giorno. La difesa aerea riuscì a danneggiare solo qualche velivolo senza infliggere alcuna perdita alla Squadriglia Aerea. La prima ondata di bombardamenti colpì la zona portuale e limitrofa della città mentre la seconda delle 13:40 fu effettuata dai caccia Liberators del 98° Gruppo Aereo che colpirono duramente la città sganciando su di essa 225 bombe, tutte su obiettivi civili. Alcuni di questi bombardieri, abbassandosi di quota lanciarono delle bombe incendiarie da 2 Kg. Aggiungendo focolai d'incendio alla già presente distruzione. Dopo i 10 interminabili minuti dell'attacco aereo chi dalle colline circostanti rivolgeva lo sguardo ad Augusta, intravedeva un insieme di rovine e calcinacci fumanti, sicuramente una brutta visione ed un ricordo indelebile nella memoria di chi lo ha vissuto. La sera del 13 maggio la Nave Cisterna Carnaro, indenne, lasciò il porto di Augusta e si diresse verso un ormeggio più sicuro. L'obiettivo primario degli Anglo-Americani non era stato colpito. Il Bollettino di Guerra N. 1084 del 14 maggio 1943, denunciò il bombardamento, minimizzando, sia la potenza di fuoco che il numero delle vittime. Questo recitava un lieve danneggiamento agli edifici, il decesso di 19 persone e il ferimento di 41. Il Bollettino di Guerra N. 1084 fu rettificato il 17 giugno grazie alla stampa locale e nazionale che diedero eco al disastroso evento. Il giorno 13 maggio 1943, fu un giorno luttuoso per la cittadinanza augustana,
poiché a causa dei bombardamenti perirono 23 uomini e 39 donne, con una età media di 32 anni. I danni al patrimonio edilizio e monumentale furono ingenti.
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