Augusta - Borgo Medievale e Nascita dei Giardini Pubblici nel XIX sec.

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Inserto Pubblicato dalla Redazione 10 Febbraio 2024


La villa comunemente, chiamata i Giardini Pubblici “Orso Mario Corbino”, è senza dubbio uno dei luoghi più frequentati della città, in questi viali alberati risiedono tantissimi ricordi, incontri e fantasie per coloro che abitano la città dalla prima infanzia..

Si deve tornare indietro nel tempo giungendo al XIII sec. per poter visionare nella penisola augustana il primo segno di organizzazione di vita cittadina che si evolveva all’ombra del castello-fortezza fatto edificare da Federico II di Svevia. Proprio in questa area chiamata Piano del Castello, gli attuali Giardini Pubblici, si costruirono le prime case abitate dagli agricoltori che coltivavano la terra nella pianura meridionale del castello per fornire alla guarnigione ortaggi e bestiame d' allevamento per il sostentamento. In questa parte di area molto frequentata sorgevano osterie, trattorie e piccole attività artigianali, nacque così il borgo medievale. Le costruzioni dei casolari furono edificate nelle vicinanze del castello-fortezza a riparo da eventuali attacchi barbarici per avere una immediata protezione dai soldati. L’esistenza di queste abitazioni è data dalla testimonianza degli scavi effettuati da parte degli archeologici che hanno trovato dei piccoli frammenti in ceramica risalenti all’epoca. Un numero limitato di questi frammenti è esposto presso il Museo della Piazzaforte di Augusta. A testimonianza del borgo medievale vi sono antiche stampe che ritraggono il luogo. Si suppone che il borgo medievale citato cessò la sua esistenza gradualmente intorno ai secoli XVI e XVII a causa della locazione dell’artiglieria nell’area che rese necessaria la demolizione dei fabbricati per la successiva costruzione dei bastioni perimetrali a difesa del castello-fortezza (Piazza d’Armi). Nella metà del ‘600 per esigenze militari venne demolita la Chiesa Nostra Madonna delle Grazie che era allocata nei pressi del lato ponente del belvedere dei Giardini Pubblici sovrastante la Porta Madre di Dio e che venne in seguito costruita in un altro luogo. In questa trasformazione programmata non venne demolito il Convento di Santa Caterina che aveva sede nel Palazzo del Conte Mirullo, sul lato Est del mastio, trasformato in edificio religioso nel 1500, anche se nel 1570 le suore furono richiamate alla Diocesi di Siracusa dal vescovo Giuseppe Saladino e dovettero abbandonare il convento per sottrarsi al pericoli di invasioni turche. Con il terremoto del 1693 il convento fu raso al suolo, ne rimase una vasta spianata che rientrò a far parte della Piazza d’Armi. Dopo diversi anni il convento fu ricostruito in un altro luogo. Per circa due secoli la spianata tra l’attuale via Cristoforo Colombo e il Castello Svevo fu campo di battaglia per il possesso tra Spagnoli, Savoiardi (fr), Inglesi, Borboni e Liberali che marciarono giorno dopo giorno per la conquista della Piazza d’Armi. Il Maggiore del Genio Militare Cavaliere Micheraux in questa zona creò una aerea di refrigerio facendo mettere a dimora degli alberi per fare riposare le truppe nell’intervallo delle esercitazioni.
Il 1850 si può considerare come data di nascita dei Giardini Pubblici (villa) in quanto il Maggiore Micheraux non destinò solo alle truppe militari la zona alberata la cui spesa era stata sostenuta dall’amministrazione, ma consentì che anche la cittadinanza usufruisse di questo spazio verde pieno di frescura. Non si ha notizia certa sulla posizione degli alberi che fece mettere a dimora il Maggiore Micheraux né la loro tipologia, ma subito dopo la creazione dei viali alberati, scrive Sebastiano Salomone sulla edizione “Storia di Augusta” < … passeggiate ombratili delimitanti la vastissima piazza d’armi … >; da questa citazione si può dedurre che la spianata era delimitate da un fila di alberi, sicuramente non cingevano tutta la Piazza d’Armi perché nella zona Nord del Castello esistevano gli spalti che precedevano il barbacane settecentesco a difesa e protezione. Anche se non si ha una indicazione oggettiva della collocazione di questi alberi e nelle ricerche non se né trovata traccia possiamo ricordare il Maggiore Micheraux con onore per il progetto sulla realizzazione di questo tratto alberato che mise a disposizione anche di tutta la cittadinanza.
Il 14 Ottobre 1860 questa area fu teatro di un avvenimento storico, le truppe borboniche lasciarono il castello-fortezza senza ricevere nessuna manifestazione di ostilità da parte della cittadinanza, fu un segno di riconoscenza al Colonnello La Tour che si era comportato egregiamente con la cittadinanza nei difficili mesi che precedettero l’invasione garibaldina. Dopo l’esodo dei Borboni, truppe di volontari occuparono il castello-fortezza e delle truppe regolari issarono la bandiera italiana sulla sua torre.
Nel 1871 la zona alberata della Piazza d’Armi prende il nome di Maggiore Micherux, ne da notizia cinque anni dopo Sebastiano Salomone nel sopra citato documento < ... i cittadini stanchi del lavoro del giorno respirano a pieni polmoni l’area ossigenata – nella villetta sotto il cielo d’Augusta – nella stagione estiva vi si alzava un magnifico palchetto per la banda musicale, nelle serate festive trattiene piacevolmente un gran numero di abitanti ... >.
In un epoca in cui i giornali scarseggiavano insieme ad altri mezzi di comunicazione, la villa era un crogiolo di informazioni che a passa parola giungevano nelle case dei cittadini. La villa era un luogo di incontro, di passeggiata e di conversazione, un salotto all’area aperta e sede di incontro per le manifestazioni culturali. Alla villa in un delimitato spazio c’era un piccolo teatro comunale, ma gli spettacoli erano rari e gli spettatori erano solo quei pochi cittadini che potevano pagare il biglietto. L’Amministrazione Comunale aveva la consapevolezza della funzione sociale dei giardini pubblici e alla fine dell‘800 si allarmò seriamente, quando il Demanio voleva appropriarsi dell’area e rientrare in alcune zone del Chersoneso da tempo lasciato a godimento della popolazione, quindi la villa sarebbe stata soppressa e i cittadini privati di questo bene. Fortunatamente il Comune corse ai ripari e, dopo aver interpellato il Regio Ministero delle Finanze, ottenne l’area senza bisogno di ricorrere a giudizio. § Con questa notizia positiva terminiamo questa breve ricerca storica.
La villa è collegata alla vita della cittadina con le sue trasformazioni, i miglioramenti e la cura che le amministrazioni hanno dedicato ad essa e in ultimo, ma non di minore importanza, la creazione del palco della musica, il cineteatro kursaal, e i vari monumenti che ci ricordano la storia della città. Negli anni ’60/70 la passeggiata nei viali raggiunse il suo apice di presenze, per l’incontro tra ragazze e ragazzi che attraverso gli sguardi si innamoravano e per cui fu denominato “viale dei matrimoni”. Ci auguriamo che le varie amministrazioni la curino come ai tempi in cui era definita il biglietto da visita della Città di Augusta.
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A.Micheroux - Maggiore del Genio Militare e Cavaliere Borbone, di famiglia d'origine francese.


A cura di Francesco Carriglio | Tutti i diritti sono riservati |