Regio Sommergibile Sebastiano Veniero tragicamente affondato (1925).

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Inserto Pubblicato dalla Redazione 10 dicembre 2022


Eroi dimenticati che giacciono in un involucro d’acciaio in fondali bui, silenziosi e profondi, il nostro dovere è quello di non dimenticarli e ricordare la loro storia, affinché i posteri non li dimentichino.

Il Regio Sommergibile per media crociera classe Barbarino (680 t), Sebastiano Veniero fu varato alle fine della 1^ Guerra Mondiale (1919). Questo battello non aveva partecipato a nessuna missione di guerra ed era impiegato come battello per esercitazione o addestramento degli equipaggi. Il 24 agosto del 1925, al Comando del capitano di fregata Paolo Vandone e 48 uomini di equipaggio tra ufficiali, sottufficiali e marinai, il sommergibile mollò gli ormeggi da Portoferraio (Isola d’Elba) e dopo 48 ore di navigazione con rotta Sud giunse nel mare di Porto Palo di Capo Passero all’estremità della Sicilia orientale. Nel programma vi erano diverse esercitazioni tra cui un finto attacco contro Unità nemiche simulate da due Unita della Regia Marina, ma nel punto di contatto le Unità non trovarono il sommergibile Veniero, pattugliarono per diverse ore la zona ma del sommergibile nessuna traccia. Scatta l’allarme, la Regia Marina si mobilitò per la ricerca che diede esito negativo. Il Ministro della Marina Mercantile Costanzo Ciano decise di condurre una indagine sulla scomparsa del sommergibile Veniero e scoprì che il Piroscafo Capena, della Società di Navigazione con sede a Roma, in quella triste data era in transito nella stesse acque in cui era in navigazione il Veniero e aveva dichiarato un danno allo scafo attribuendo il danno ad una onda anomale o a un oggetto semi immerso. Il comandate del Piroscafo Capitano Longo non ritenne necessario fermare le macchine e proseguì la navigazione. Le indagini dei tecnici effettuate sulla carena del piroscafo portarono alla luce le rientranze nella opera viva della nave con solchi profondi che non lasciavano dubbio alla collisione. Le coordinate esatte dell’affondamento del Veniero non furono individuate, l’indagine fu archiviata come una grande tragedia ma tutto ben presto cascò nel dimenticatoio. Nel 1993 l’identificazione del relitto del sommergibile Veniero fu casuale, durante l’immersione del Sub Enzo Maiorca che a circa 55 metri scorse una sagoma che aveva la forma di un relitto e, avvertita la Marina Militare, quest’ultima inviò Nave Anteo con un gruppo di sommozzatori (GOS - Gruppo Operativo Subacquei di Comsubin) che dalla ricerca diedero il nome a quel relitto, si trattava del Sommergibile Sebastiano Veniero. Da allora questo tratto di mare, dove in quell’ involucro d’acciaio sono racchiusi dei marinai nel loro riposo eterno, è diventato un sacrario del mare. La Guardia Costiera di Siracusa ha interdetto il transito, la sosta e l’ancoraggio di navi e natanti di qualsiasi genere, la pesca, sia professionale che sportiva, l’immersione in apnea o con apparecchi respiratori nel tratto di mare a 9 miglia Sud-Est di Porto Palo di Capo Passero dove il 26 agosto 1925 fu accidentalmente speronato e affondato il Regio Sommergibile Sebastiano Veniero dal Piroscafo Capena.
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Foto di copertina archivio storico della Marina Militare.

A cura di Francesco Carriglio | Tutti i diritti sono riservati |