La visita del Capo del Governo fu una occasione per Augusta - 1937

Inserto

Inserto pubblicato dalla Redazione il 4 Febbraio 2018


Con comunicazione ufficiale si rende noto la visita del Duce in Sicilia. Nell’itinerario delle Città da visitare vi era anche Augusta.


La città si prepara allo straordinario evento predisponendo tutte le misure necessarie a renderla “tirata a lucido” e ospitale in modo da fare un’ottima figura agli occhi di Mussolini. In questa occasione si potevano prospettare al Capo del Governo le necessità prioritarie di Augusta. Era inutile compilare un dossier che elencava le necessità cittadine, perché sicuramente sarebbe andato nel solito cassetto “quello del dimenticatoio”. In questo caso si decise di consegnare al Duce un breve elenco sulle urgenze e sulle necessità dei cittadini. Parve opportuno definire la pratica già avviata all’Amministrazione Centrale delle Poste e Telegrafi per edificare, nell’area comunale, un prestigioso palazzo con uffici postali, telegrafi e magazzini. Con questa realizzazione finalmente si sarebbe chiuso l’angusto monolocale sito in via Roma che creava non pochi disagi agli utenti. Il progetto era già pronto per la realizzazione, ma le lungaggini burocratiche avevano rallentato l’iter di costruzione. Con sollecita delibera Comunale n. 196 del 25 luglio 1937 si cede l’aria a titolo gratuito per la costruzione del nuovo edificio Poste e Telegrafi in via X Ottobre 1911, cosicché per la data del 12 agosto, giorno della presenza del Duce nella città, venisse effettuata la posa della prima pietra della costruzione. Tutto si svolse secondo le previsioni e in autunno iniziarono i lavori. Un problema sicuramente non secondario da esporre con tatto al Capo del Governo era quello idrico, su questo progetto, per idee diverse, non si era giunti a conclusione. Il Potestà Salerno mirava ad ottenere il massimo appoggio dalle autorità militari del Governo, dal Comando della Difesa Marittima della Sicilia con base a Messina e dal Comando della Base Navale locale che aveva un ruolo importante sulla gestione dell'acquedotto di San Cusumano, dovendo rifornire le caserme, i presidi militari e le navi delle Regia Marina sia quelle della base che quelle in transito. Si chiese di valutare la possibilità di cedere al Comune a titolo gratuito una parte importante delle risorse d’acqua. Una volta accertata la possibilità il Comune avrebbe affrontato la costruzione di un vasca di raccolta acqua con relative pompe di rilancio, usando il contributo finanziario del Ministero dei Lavori Pubblici. Vista la disponibilità dell’acqua e il consenso delle Autorità Militari locali, restava di superare le fastidiose questioni burocratiche e i conflitti di competenza e le firme di autorizzazione. La presenza di Mussolini ad Augusta si proponeva come una occasione per sollecitare la soluzione di questa vicenda in modo da dare sollievo alla cittadinanza afflitta per la mancanza di un bene primario. La richiesta andò a buon fine.

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