Augusta 13 luglio 1943: Storia di un “ Non Eroe ”

Inserto

Inserto pubblicato dal nostro inserzionista nel Gennaio 2009

A seguito dello sbarco degli Alleati del 9 e 10 luglio, la 17ª Brigata della 5ª Divisione britannica di fanteria, con due dei suoi tre battaglioni, il 2° Royal Scots ed il 6° Seaforth Highlanders, respinto l’attacco del gruppo Schmalz e della divisione italiana Napoli, grazie anche all’appoggio dei bombardieri in picchiata e dei cannoni delle navi, minaccia ormai da vicino Augusta. Nelle primissime ore del 13 luglio, mentre i Seaforth sono ancora nelle posizioni della sera prima, due compagnie dei Northampton ricevono l’ordine di dirigere nel buio verso Augusta per occuparla stabilmente. La cessata resistenza tra il cimitero e la Fontana rende possibile l’ingresso dell’S.R.S. in città, mentre la terza compagnia dei Northampton muove lungo la salina Regina verso la contrada Carrubbazza, per occupare la parte più meridionale del monte e tenere il Golfo Xifonio sotto controllo. Per loro conto, i Royal Scots scavalcano i Seaforth e puntano anche essi sul monte, ma salendovi dalla Scardina. In questo delicato momento, qualsiasi presenza sul campo diventa un bersaglio potenzialmente minaccioso e quindi da eliminare prontamente. Ignaro di tale rischio un povero uomo sta per recarsi come ogni giorno alla vigna, fonte indispensabile di sostentamento per la famiglia. Ad Augusta le tre compagnie dell’S.R.S. si riuniscono e festeggiano la vittoria strimpellando un pianoforte tra una tazzina di caffè e un bicchiere di vino o di liquore, e irrompendo nelle abbandonate abitazioni per rubacchiare quel po’rimasto. Tale clima euforico viene immortalato da cineasti che sbucano all’improvviso e che focalizzano l’immagine della gloriosa avanzata dei Northampton tra le macerie di via Principe Umberto per testimoniare l’eroica impresa della conquista della Piazzaforte in tutto il mondo. Questa foto farà il giro del mondo, contrariamente, un altro episodio non supererà le pendici del monte e cadrà nell’oblio. Accade infatti che il silenzio di cui è impregnato il vicino monte in quel particolare momento di incertezza e di paura viene bruscamente interrotto dallo schioppo di un fucile della Royal Scots: l’uomo che si stava recando alla vigna viene scambiato per un soldato nemico e rimane ferito. Si tratta del sig. Emanuele Mallo di anni 47 che, dapprima ricoverato per ferita all’addome in un ospedale da campo inglese, viene trasferito a Siracusa all’insaputa dei famigliari e probabilmente imbarcato su una nave per ulteriori cure. Il figlio 15enne lo cercherà invano con mezzi di fortuna senza mai avere alcuna risposta. Forse il mare sarà l’unico testimone della sua fine. Ci pare dunque doveroso inserire il nome di un uomo sconosciuto e modesto tra le pagine della nostra storia, una storia che porta al benessere e alla pace passando per la sofferenza e la morte di persone di cui spesso ignoriamo il valore. A Emanuele rivolgiamo un ricordo, a lui che, innocente ha perso la vita, a lui attribuiamo semplicemente il merito dell’esistenza.

A cura di Gaetano Gulino.