Ex Convento di San Domenico di Guzmàn

Inserto

Inserto pubblicato nel Febbraio 2003 dalla Redazione

L'anno di edificazione del convento è quasi un enigma, alcuni storici lo datano prima della fondazione della città, altri in contemporanea alla sua fondazione presumibilmente intorno al 1220. Tra verità e leggenda, si racconta che: Il frate Reginaldo d'Orleans nel 1218 di ritorno da Gerusalemme a seguito di una tempesta trovò riparo nel porto della nostra città. Giunto alla vecchia darsena, salì la piccola duna raggiungendo il luogo dove oggi sorge il convento e, ricordando il compagno Domenico che lo invitava a piantare il bastone simbolo del pellegrino in quei luoghi dove si sarebbe fermato, piantò il bastone che germogliò in un bellissimo cipresso dalla corteccia miracolosa, un segno sovrannaturale di preludio della costruzione di un futuro convento con annesso locale di culto. Il convento fu edificato in base alle disposizioni di San Domenico: Il convento deve essere modesto e umile senza sfarzo ne lusso, come tutti i conventi domenicani. L’edifico nella sua estensione occupò una vasta area nel quartiere orientale della darsena. Da una ricerca storica si legge che, il frate francese dell’ordine dei domenicani Bernardo de Guy nel 1304 eseguì il censimento di tutti i conventi domenicani allora esistenti in Sicilia. L’elenco era stabilito in base alla età di edificazione e al numero 3 si legge “Augustanus”. Da questa collocazione schematica si può trarre la conclusione che il convento fu uno dei primi conventi domenicani a sorgere nell’isola siciliana. Fatta questa breve e non completa premessa tramandataci dagli storici, si conclude che: la devozione conclamata nel tessuto sociale del popolo augustano è quella che attribuisce la fondazione del convento a frate Reginaldo amico e compagno di San Domenico. Il cipresso germogliato dal “bastone del pellegrino” terminò la sua vita vegetativa nel XVIII secolo e parte della pianta fu inserita in una colonna tortile in pietra collocata nel cortile del convento a ricordo del secolare e miracoloso cipresso. La colonna fu demolita nel 1935 durante la realizzazione della massicciata su cui fu edificato un campetto sportivo. Si può affermare che le vicissitudini dei corsi storici del convento sono le stesse della nostra città.

Insidie gravose al convento:
L’attacco nel 1551 da parte della flotta navale comandata da en Bassà, incendiò il convento e parte della città. Le incursioni turche degli anni: 1552 – 1553 – 1560 – 1585 – 1594, che portarono devastazione e morte.

Nei primi anni del XVII secolo per il convento fu un periodo di prosperità e vitalità di fede, ma alla fine dello stesso secolo e precisamente nel 1675 con l’invasione francese i religiosi abitanti del convento furono "invitati" a lasciare la struttura e raggiungere i loro confratelli nel convento di Lentini. Anche i terremoti hanno colpito fortemente questa struttura, il sisma del 1693 rase al suolo il convento e l'annessa chiesa, in seguito ricostruiti. Il terremoto del 1848 colpì nuovamente il convento, in questo caso la cittadinanza si prodigò a soccorrere i frati che erano stati resi prigionieri dalle macerie. L’opera fu ricostruita nuovamente nel 1856. Agli inizi del XX secolo era collocato nel cortile del convento il monumento funebre, distrutto negli anni '60, la cui parte mancante visibile nella foto, è in esposizione presso i locali del Museo della Piazzaforte - Augusta. Tale monumento funebre era dedicato al Conte Sançio Landogna che, nel XIV secolo si distinse per la sue capacità di saggezza e di buon governo ma anche per i molti donativi al convento domenicano. Nel 1866, a seguito della Legge soppressiva dei beni appartenenti alla chiesa, il convento è passato di proprietà del Comune che lo ha utilizzato per diversi scopi, da sede degli uffici della pretura ad Archivio Notarile, da Ufficio Registro a sede scolastica.

NOTA. Grazie al finanziamento per la ricostruzione post-terremoto 1990, sono in atto degli interventi di restauro dell’intera struttura, con la valorizzazione dell’originario portico del XVI secolo e delle strutture antecedenti al terremoto del 1693. Durante gli ultimi lavori di restauro e di scavo sono stati riportati alla luce resti e testimonianze di strutture sorte in epoche antecedenti al terremoto citato, oltre al giardino centrale è stato identificato l’antico chiostro, le colonne in pietra e una cisterna usata poi come deposito di armi nella seconda Guerra Mondiale. Sicuramente altre testimonianze possono scaturire dall’approfondimento delle ricerche e dagli scavi che dovrebbero interessare gran parte della zona dell’antico convento.
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OTTOBRE 2010. Comunichiamo con amarezza la notizia dell’interruzione dei lavori di recupero del Convento Domenicano. Ci auguriamo che ciò che è stato realizzato fino ad oggi non sprofondi nell’abbandono e nell'indifferenza e che il vandalismo non si attivi all'interno della struttura.

A cura della Redazione.