Augusta: la stagione dei Podestà 1927-1937

Inserto

Inserto pubblicato nell'Agosto 2012 dalla Redazione.

Risale all’epoca medievale tra il secolo XI e il XII la figura del Podestà la cui funzione era di vitale importanza per la vita cittadina, essendo il suo ruolo sia di magistrato che di amministratore della città.

Il 20 Agosto 1927 segna l’insediamento dei Podestà ad Augusta, con la prima nomina del Cav. Dott. Bartolomeo Amato (Notaio), seguirono in tale carica il Comm. Dott. Gaetano Migneco (Medico Chirurgo) e il 1° Cap. Cav. Emanuele Salerno, con il quale si chiuse il periodo degli anni 30. I Podestà si impegnarono affinché il borgo marinaro di Augusta, la cui componente cittadina artigianale era suddivisa in agricoltori e pescatori, divenisse una cittadina moderna aperta alla speranza di un prodigioso e prospero futuro. I Potestà seppero trarre vantaggio dalla situazione socio-economica del momento e dell’attivismo mediterraneo della politica estera fascista che aveva riscoperto come struttura la potenzialità strategica del porto di Augusta. Per opportunità bisognava trasformare la città rendendola accogliente nell’aspetto ed efficiente nei servizi, ma le risorse erano modeste, quindi si doveva agire nel cambiamento a piccoli passi, senza creare sterili illusioni o progetti faraonici. Per prima cosa bisognava dare un nuovo volto alla sede Comunale, casa del Podestà e dei cittadini tutti. Nel 1930 vennero eseguiti i lavori di rimozione degli arredi del fatiscente ex teatro comunale, sito al primo piano del Palazzo Comunale, per dare spazio e decoro al Gabinetto del Podestà e agli uffici dei suoi collaboratori situati accanto all’ampio Salone di Rappresentanza. Nel suddetto Salone furono eseguite decorazioni con affresco al soffitto e collocato un pregiato lampadario. Il decoro si imponeva al Municipio che, per la posizione di Augusta ha frequenti occasioni di ospitare illustri personaggi che facevano scalo nel porto sia con unità militari che con navi civili. Oltre il restauro del Municipio il Potestà volle realizzare il “biglietto da visita” della Città spendendo delle “risorse” nell’abbellimento dei Giardini Pubblici e nella costruzione di una luminosa fontana circolare a zampillo continuo, nella piazzetta antistante il Palco della Musica. Per migliorare l’educazione civica delle classi lavoratrici si diede una svolta contro l’analfabetismo istituendo anche una scuola rurale presso la Stazione Ferroviaria e, per quanto riguardava il rapporto tra l’Amministrazione e le Autorità Militari, fu istituita una scuola elementare per i Soldati-Avieri presso l’Idroscalo, sede del Regio Comando dell’Aviazione della Sicilia. Per l’importante compito che aveva il Regio Comando nell’area cittadina fu accolta la domanda del Podestà intesa ad ottenere l’apertura del Regio Ginnasio. L’Amministrazione aveva a cuore l’istruzione dei cittadini perché con essa il progresso della città avrebbe avuto un valido aiuto e, considerando l’aumento demografico era necessaria la realizzazione di plessi scolastici, cosicché si diede inizio alla realizzazione, nel terreno dove vi era la chiesa e il convento dei Frati Minori Cappuccini, la Scuola Elementare Giovanni Pascoli, "detta dei Cappuccini" in via P. Umberto e, alla ristrutturazione del Palazzo d’Astorga come sede del Regio Ginnasio Megara nell’allora Piazza Ospedale (oggi piazza d'Astorga), accanto al Municipio. L' Ospedale (in realtà una infermeria facente funzione) qualche hanno prima era stato trasferito nel Convento dei Frati Minori Osservanti in piazza delle Grazie. La realizzazione e la ristrutturazione di queste opere portò alla città occupazione ai lavoratori nel settore dell’edilizia, iniziativa questa accolta dalla cittadinanza con entusiasmo. Ma come quasi sempre accade non può andare tutto come progettato, quindi il plesso scolastico dei “Cappuccini” per la lungaggine dell’ acquisizione dei terreni del ex chiesa-convento i tempi di costruzione si allungarono aumentandone il costo, quindi si diede uno stop alla realizzazione. (Questo plesso fu ultimato solo nella metà degli anni cinquanta). Continuando a citare i lavori messi in cantiere dall’Amministrazione Amato è sufficiente rammentare che questa amministrazione si orientò a migliorare, anche se con lentezza, i servizi alla città con la realizzazione di parte della rete idrica urbana non essendo possibile realizzarla su tutto il territorio per carenza d’acqua. Il desiderio della popolazione era quello di avere uno “zampillo” d’acqua per ogni abitazione, obiettivo che fu raggiunto solo nel 1938. Per venire incontro all’igiene e quindi alla salute pubblica, vennero effettuati i lavori alla rete fognaria, della quale la cittadina era deficitaria. La città stava avviandosi verso un percorso di modernizzazione e con la realizzazione delle opere si contribuì ad aumentare il livello di occupazione e l’istituzione della imprenditoria locale. Il Ministero della Regia Marina, in accordo con il Podestà, aveva intrapreso un progetto infrastrutturale per la modernizzazione della Piazzaforte: la costruzione della diga foranea, batterie anti navi ed anti aerei, alloggiamenti per i militari, banchine per l’attracco di Unità Navali, officine arsenalizie e depositi di combustibili. La realizzazione di queste opere portarono alla città un contributo economico notevole che si sarebbe sviluppato ai massimi livelli fino allo scoppio della guerra. L’Amministrazione per rendere la città ospitale ai militari e ai civili che, per ragioni di lavoro si trovavano nella nostra città, stimolò l’iniziativa privata affinché realizzasse delle strutture per migliorare la qualità della vita in città. Fu realizzato un Cine-Teatro estivo (Eden) ai limiti della Piazza Castello, fu ripristinato e migliorato il Bar dei Franchi (via P. Umberto) al cui interno vi era un Cine-Teatro con posti limitati, si aprirono bar, rivendite di sale e tabacchi e negozi di souvenir.


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