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Gli Svevi


 
el 1186, Enrico di Svevia sposa  Costanza d'Altavilla, figlia di Ruggero II e ultima erede della dinastia reale normanna , la quale portava in dote il Regno di Sicilia. Alla morte del padre Federico Barbarossa, Enrico di Svevia diviene Imperatore del Sacro Romano Impero, con il nome di Enrico IV. Dopo aver sconfitto le residenze dei nobili normanni, nell'anno 1195, riunisce sotto un unica corona il Regno di Sicilia.  Enrico VI lascia quindi l'eredita' nelle mani del figlio Federico II un immenso impero che si estende dalla Germania all'Italia del Sud e alle terre siciliane. Sotto il dominio di Federico II, la Sicilia conobbe un altro grande momento di potenza e di ricchezza culturale.

Federico II di Svevia

a sua tutela fu affidata al Papa Innocenzo III. Federico trascorse l'infanzia e l'adolescenza in Sicilia, venne educato in mirabile equilibrio tra la cultura e la dottrina araba. Gli insegnamenti, l'esperienza e i sentimenti della religione cristiana gli furono impartiti dai tutori scelti dal Papa. Viaggiatore instancabile, accentratore, personalmente interessato al commercio alla agricoltura e alla navigazione, fondatore delle citta' e delle fortezze, legislatore illuminato, sempre presente nei molteplici impegni del suo vasto impero.
Nel 1675 insofferente del dominio spagnolo il principe Ligne, aiuto' Luigi  XVI a contrastare gli spagnoli in Sicilia. Una flotta francese composta da 32 vascelli, 24 galee ed altre imbarcazioni minori giunsero al largo di Augusta il 15 agosto del 1675. Dopo giorni di combattimenti, e avere ridotta al silenzio la guarnigione Torre Avalos effettuo lo sbarco conquistando la citta'. La popolazione impaurita si rifugia nel castello, impedendo ai sodati di difendere la guarnigione. Il 22 aprile 1676 la flotta olandese, accorsa in aiuto degli spagnoli, affronto allargo di Augusta due flotte francesi. Una battaglia combattuta ad oltranza con coraggio e professionalita' da entrambi le fazioni. I francesi pur subendo gravissime perdite, rimasero padroni del porto. I francesi rimasero ad Augusta fino 1678 e, costretti ad abbandonare la cittą, danneggiarono tutte le difese, apportando gravi distruzioni anche nel castello. Gli spagnoli ripresero il dominio della citta'. I lavori di ricostruzione delle opere militari furono eseguite con l'aiuto dei cittadini e portarono al rafforzamento della Piazzaforte. La citta' ha cosi raggiunto un alto vertice di sviluppo demografico e di densita' edilizia. 
 

Il Castello Svevo
prima della trasformazione in penitenziario




Cartografia del 1719


Stemma degli Svevi


Interno castello: particolari



Scala aragonese, portico meridionale.




Mensola angolare.




Finestra a feritoia.



Porta Spagnola (o di terra)
a chiusura della cinta aragonese


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