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Gli Spagnoli

 

al 1415, con lo spostamento a Napoli come capitale del Regno, la Sicilia non sara' più un luogo di residenza dei re, quindi diventa un semplice centro amministrativo retto dal Vicere' spagnolo. La pirateria e il banditismo divenne radicato e diffuso, costringendo i cittadini ad abbandonare le campagne e  rifugiarsi nelle citta', la conseguenza fu che le terre non coltivate divennero ben presto aride, ed ebbe fine cosi il granaio d'Europa.
Anche la cittadinanza era oppresse dai borboni che imposero il controllo su ogni aspetto della vita quotidiana, anche nella sfera religiosa. La mancanza di controllo fece si' che i maggiori proventi del commercio sia marittimo che terrestre fini' nelle casse dei banchieri genovesi e spagnoli.




L'Inquisizione

 

el 1487, alla morte del Re, la sottomissione alla Spagna si aggravò con l'arrivo del tribunale di inquisizione. L'intolleranza nei confronti delle minoranze non cristiane rese inutile i fermenti culturali che da sempre avevano contraddistinto la Sicilia. Le due insurrezioni del 1510 e 1525, non portarono nessun cambiamento, L'aristocrazia era troppo divisa per sperare di opporsi alla corona Spagnola. Il popolo non aveva ideali sociali ben definiti. la scoperta dell'America nel 1492, e delle altre rotte continentali, ridusse notevolmente l'importanza dell'isola del commercio del vecchio mondo. Il periodo che segui' fu denso di eventi drammatici, le furbizie dei pirati saraceni; i briganti dell'entroterra, le due fallite insurrezioni contro il governo a Palermo e a Messina, e il tremendo terremoto del 1693 che colpi' il sud dell'isola. Una lapide muraria nella porta di terra, (porta Spagnola) ricorda questi lavori. Regnando Carlo II Re di Spagna e di Sicilia, il Vicere' di Sicilia Don Francesco Benavides, conte di Santo Stefano, volle fortificare il litorale di questo porto a difesa non solo della Sicilia ma di tutta l'Italia e della cristianità, correva l'anno 1681.
 
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