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IL 2 NOVEMBRE 2008, PER LEGGE;
IL SANTUARIO DELLA ADONAI DOVEVA ESSERE RICONSEGNATO
Notizia
Articolo pubblicato dal nostro lettore 29 ottobre 2009

In data odierna (29 ottobre 2009) ho ricevuto dalla prefettura di Siracusa la lettera sopra allegata.
La prefettura di Siracusa era stata messa a conoscenza della vicenda dalla presidenza della Repubblica alla quale (nel luglio 2009) mi ero appellato dopo aver costatato l’atteggiamento omissivo ed ostruzionistico della Protezione civile di Siracusa, della direzione lavori e dell’impresa che ha eseguito i lavori.
La prefettura di Siracusa ha scritto due (o forse tre lettere) alle persone ed istituzioni sopra elencate in merito alla mancata riapertura del santuario Adonai.
Purtroppo prendiamo atto che, a dispetto della legge sulla
trasparenza e del diritto all’interlocuzione con le istituzioni,
alcune di queste non si sono degnate di rispondere neanche alla
persona del prefetto. Il dipartimento della protezione civile
nazionale,dal sottoscritto interpellato nel marzo 2009,
perlomeno, nonostante la tragedia e l’emergenza del terremoto in
Abruzzo, aveva risposto al sottoscritto, …. Ma era solo il mese
di aprile 2009. Le vicende legate alla ricostruzione post terremoto del santuario Adonai meritano ormai l’attenzione della magistratura sia per i tempi troppo lunghi della ricostruzione sia del tardivo collaudo sia per la qualità dei lavori eseguiti che, di fatto, hanno annientato l’antichità del monumento e sia pure per come sono stati spesi i soldi stanziati per il restauro.
Benché i lavori siano ormai finiti (2 maggio 2008) e benché il santuario finito e collaudato avrebbe dovuto essere riconsegnato per legge entro i sei mesi successivi, alla data odierna il santuario rimane chiuso e i vari passaggi “burocratici” avvengono mediamente ogni due-tre
mesi. Quarantacinque giorni fa, aveva affermato il Responsabile
unico del procedimento nonché funzionario della protezione
civile che tutto era pronto e mancava “l’ultimo collaudo” che …
ancora … aspettiamo. È veramente sconcertante e
sicuramente offensivo nei miei e nei nostri riguardi che in
Abruzzo si consegnino le chiavi delle nuove case ai terremotati
e qui, paradossalmente, vengono addirittura cambiati i lucchetti
per impedire perfino l’ingresso nel giardino del santuario dove
i lavori hanno devastato perfino la vegetazione. Mi ero
vergognato di appartenere all’Italia già nel dicembre 1990 in
occasione del terremoto quando ci venne negata perfino la
solidarietà. Sac. Prisutto Palmiro
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