Decennale della Chiesa Cristo Re - Augusta

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Articolo pubblicato dal nostro inserzionista il 4 aprile 2014

Il 3 Aprile 2014, un evento storico indimenticabile, celebriamo il decennale dell’apertura della chiesa dedicata a Cristo Re dell’Universo. Giornata piena di sole. Piena di luce! Tanta gioia nei cuori! Entusiasmo alle stelle! Ogni festa presuppone una vigilia di preparazione e credo sia opportuno spendere qualche parola su l’antefatto, solo a titolo di semplice cronaca, che esula da ogni apprezzamento soggettivo. Da decenni si parlava tra i Frati della necessità della costruzione d’una nuova chiesa. Nel tempo la chiesa della Rotonda per l’aumento numerico dei fedeli, era ormai inadeguata a contenere i fedeli per assistere alle liturgie domenicali, specie in tempo natalizio o nella preparazione delle festività pasquali. Quella chiesa aveva la capienza numerica di accogliere 180/200 persone un po’ stipate. I decenni scorrevano inutilmente, sempre ripetendo la stessa cantilena: Ci vorrebbe una chiesa nuova. Frase ormai stantia e noiosa. Quella frase dava l’impressione di un tale, che aveva desiderio di vincere una lotteria, ma non comprava mai il biglietto della lotteria. Una chiesa non si costruisce solo col desiderio, ma col mettere mano all’aratro. Quel giorno finalmente arrivò. A chi tocca mettere la mano all’aratro? Ecco il fatto! Era il maggio 1992. Si era celebrato il Capitolo Provinciale. Occorreva la sistemazione delle famiglie. Eletti: Provinciale Padre Giovanni Salonia. Consigliere Padre Enzo Zagarella e altri tre consiglieri. Un giorno di quel maggio1992. Il Provinciale mi telefona anticipandomi che aveva bisogno di parlarmi. Dopo circa un’ora arriva il Provinciale Dopo aver sorbito un bel caffè ci sediamo in una stanza, presente anche Padre Enzo. Prende la parola il Provinciale. Amedeo, dovresti farci un favore. Se posso volentieri! .Sono obbligato ad obbedire. Non immaginavo ancora il contenuto della proposta. Pensai: Chissà dove mi sbatteranno? Ma fu così. Anzi al contrario. Lui continua… dovresti accettare l’incarico di fare il Superiore della Fraternità di Augusta. Lo sappiamo che non hai accettato più d’una volta nel passato. Ma adesso non devi dirci di no. Sorpreso dissi, non molto convinto, Accetto, ma solo per anno per superare il problema giuridico che si è venuto a creare. Va bene riprese… poi vedremo Proseguii: Io sono allergico alle cariche. Preferisco i carichi, anche se per me sono talvolta un rischio alla salute… come al momento. E così Amedeo, a denti stretti, divenne Superiore della Fraternità. Umiltà o falsa umiltà? Fate voi! Il commento è libero. Il giudizio non comporta alcuna penalità. Mi fu d’incoraggiamento la presenza di Padre Marcellino, Padre Maurizio, e Padre Paolo, disceso, più tardi, dai monti iblei, da Sortino per sostituirmi. Fui felice! Intanto con la mia accettazione mi venne subito in mente quella cantilena. Ci vorrebbe una chiesa nuova, Ci vorrebbe una chiesa nuova! Fu un mio pensiero assillante. Non so come e perché! Misi in azione il mio motto preferito: Detto… Fatto… E fu così! Incaricai, senza alcun permesso della Curia Arcivescovile, l’Architetto Angelo Cipriani di preparare, nel più breve tempo possibile il disegno per la costruzione d’una chiesa di ampio respiro. In poco tempo il disegno fu pronto. Fu presentato alla Curia Diocesana tramite Mons. Giovanni Accolla. L’Arcivescovo prese a ben volere l’iniziativa. Diede il suo OK. E così la macchina si mise in moto. ed ebbero inizio le pratiche burocratiche Da parte della Curia Arcivescovile furono inoltrate alla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) per ottenere il visto e il contributo necessario per la costruzione della chiesa. Solo opera muraria. Campane, Impianto elettrico, Impianto fonico. Banchi, La differenza a carico dei Frati e dei fedeli. La CEI espresse giudizio positivo alla costruzione. La pratica ritornò alla Commissione liturgica diocesana per l’OK finale. Mi sovviene alla memoria quando fui chiamato in curia arcivescovile per assistere alla decisione a chi dare l’appalto per la costruzione della chiesa. Quando l’Arcivescovo mi chiese: E’ d’obbligo. Ma a chi deve essere dedicata la nuova chiesa? Fu spontanea la mia risposta: a Cristo Re Aggiudicato! Rispose il Vescovo. Era stato il mio desiderio iniziale. Non so da chi e come mi fu suggerito questo desiderio, L’imput fu dato fin da quando fu composto l’inno musicale in onore a Cristo Re. “A Cristo Re dei secoli, si elevi il nostro canto… Gloria… Gloria… Gloria a Te dell’Universo Re”. In seguito fu data la consegna per la costruzione della chiesa, alla Ditta Calvano Santo, su progetto dell’Architetto Angelo Cipriani. Era il 25 febbraio del 2002 ed ebbero inizio i lavori. Da decenni si era parlato d’una nuova chiesa necessaria, perché la chiesa della Rotonda era ormai inadeguata per la ristrettezza di spazio. I lavori proseguirono ininterrottamente e velocemente. Dopo decenni di attesa la nuova chiesa, in soli due anni di tempo, divenne una realtà. La cerimonia di apertura fu presieduta dall’Arcivescovo Mons- Giuseppe Costanzo alla presenza dei Confratelli della Provincia, delle autorità religiose, politiche e militari. Per lunghi anni era rimasto un desiderio, un sogno. Spesso i sogni non si realizzano, ma stavolta siamo stati fortunati. Si è realizzato! Superate tante difficoltà, dovute alla complessità dell’opera, ora siamo tutti lieti di avere questa Chiesa quale dono, elargito da Lui E’ vero, indiscusso il proverbio comune. Non si muove foglia ove Dio non voglia. Grazie Cristo Re, padrone dell’Universo, ma soprattutto padrone dei nostri cuori.

A cura di Padre Amedeo Giuseppe Iàià - Cappuccino.