La portaerei CAVOUR ad Augusta

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Articolo pubblicato dal nostro lettore 4 novembre 2011

La portaerei Cavour, la più grande ed importante nave della nostra Marina Militare, ha transitato nel porto di Augusta negli ultimi giorni dello scorso ottobre. In occasione della sua sosta operativa al Pontile NATO la nave ha ricevuto la visita delle autorità civili e militari locali, della stampa oltre che di uno selezionato numero di ospiti. Va subito detto senza tenere a freno la punta di irrefrenabile orgoglio: fa sempre una certa impressione avvicinarsi alle imponenti strutture di una nave come questa fissando i colori della bandiera che a bordo garrisce al vento e pensando che quella non sia l’insegna di cortesia di un’invidiabile unità di qualche altra Marina alleata. Quella bella Nave è tutta “nostra”, italiana, punta di arrivo di una sofferta evoluzione storica di idee, speranze e, finalmente, risultati. Anche il superbo Garibaldi tante volte ammirato ad Augusta, nato soltanto con elicotteri e poi arricchitosi con gli aerei, appare subito nella comparazione mentale più “piccolo” un poco in tutto, sebbene sia una superba e grande nave della nostra flotta. Così, trovarsi finalmente davanti la “nostra” portaerei tutta d’un pezzo fa un certo effetto, sebbene vista tante volte in immagini e filmati, anche a chi ha attraversato la passerella di più di una nave. Meraviglioso ed invidiabile gioiello tecnologico, il Cavour è innanzitutto una nave militare, cioè uno strumento in grado di assolvere ogni compito offensivo difensivo che, ove necessario, dovesse essergli richiesto. La componente aerea e di elicotteri imbarcata con i relativi armamenti, il sistema missilistico di difesa, la complessa dotazione di radar e sistemi integrati per la gestione dei dati e le telecomunicazioni, la capacità di ospitare staffs complessi per la conduzione delle più svariate operazione, prime fra tutte la gestione delle emergenze nelle aree di crisi, ne fanno un perfetto centro di comando di complesse formazioni aeronavali. Il Cavour è però una nave all’avanguardia anche per altre sue componenti che ne fanno un mezzo di eccezionale potenzialità nelle attività di protezione civile e nelle missioni umanitarie (comprovato dall’intervento ad Haiti in soccorso delle popolazioni colpite da eventi naturali). Particolarmente curato pertanto il grande e moderno settore sanitario, un vero e proprio ospedale, capace di ospitare decine e decine di ricoverati e di affrontare ogni emergenza, da quella ambulatoriale all’impegno delle sale chirurgiche. Enormi inoltre le capacità di carico di materiali e mezzi, sia sul ponte di volo che negli immensi spazi sottostanti normalmente dedicati al ricovero della componente di volo. Ogni particolare è curato, coniugando l’essenzialità senza mai rinunziare allo stile ed al buon gusto; ad esempio, l’eleganza del quadrato di rappresentanza quasi eguaglia gli analoghi spazi di una nave da crociera, anche se a richiamare la “memoria” della nave troneggia sulla parete una gigantografia della Regia Nave Corazzata Conte di Cavour affiancata dalle stampe di romantici idrovolanti della Ricognizione Marittima degli anni Quaranta. E’ una nave le cui dimensioni ci accompagnano sino all’ultimo: si cammina a passo lesto per andare da una parte e dall’altra e si usano tanto i grandi ascensori, silenziosi e capienti come quelli di un grande albergo, per passare da un ponte all’altro. Bisogna ricordarlo anche al momento di andare via: qualcuno deve sempre accompagnarti perché nel dedalo dei corridoi e delle scalette, a parte per ovvi motivi di sicurezza, è quasi impossibile le prime volte ritrovare da soli la strada per uscire. A terra, mentre cammino, guardo ancora la bella nave: mi allontano sul lungo pontile contornato dalle ciminiere, eppure il grigio Cavour sembra restare ancora grande ed immanente. Ma è chiaro; non potrebbe essere diversamente: è una portaerei!

A cura dell'Avv. Antonello Forestiere