Augusta: dopo il terremoto del 1693 ricostruzione del territorio.

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Inserto Pubblicato dalla Redazione 24 Gennaio 2023


Il devastante terremoto del Gennaio 1693 aveva creato danni irreparabili ai centri abitati e a persone ed è stato l'evento catastrofico di maggiori dimensioni che abbia colpito la Sicilia orientale nei tempi storici.

Danni incalcolabili nel territorio catanese e nella Val di Noto, distruggendo città grandi e piccoli paesi: Catania, Siracusa, Noto e piccoli centri come, Lentini, Sortino, Avola e Militello, sotto le macerie migliaia di persone, animali e cose. Ad Augusta erano crollate la metà delle abitazioni e quasi tutti gli edifici di culto, chiese e conventi erano stati falciati dalla violenza del sisma che aveva anche danneggiato le fortezze, in particolare il Castello Svevo e la Lanterna di Torre Avalos. La stima ufficiale sottoscriveva la morte di circa 2.300 persone tra uomini, donne e bambini, ai quali si aggiunge un grande numero di feriti, in quel momento sopravvissuti al sisma. Eseguita la sepoltura dei morti, bisognava rivolgere l’attenzione a chi era scampato al terribile evento e aveva perduto le persone care, la casa e i propri averi per il sostentamento, quindi necessitava di tutto. Da subito bisognava dare inizio allo sgombero delle macerie nelle vie del centro per dare la viabilità ai mezzi per la ricostruzione. Diversi cittadini, in particolare marinai e i contadini, si erano sistemati nelle marine dimorando nelle proprie barche o in baracche improvvisate costruite con materiali di risulta o ricavati dalle macerie, ovviamente una vita precaria e quasi al limite del vivibile. I corsi d’acqua non avendo più gli argini, distrutti dal sisma, scorrevano liberamente creando acquitrini e pozzanghere, fonti di virus e batteri, che misero in allarme il servizio sanitario dell’epoca che raccomandava di evitare di bagnarsi o ancora peggio di bere quell’acqua. Il paese era gestito da i “Giurati” che riferivano alla autorità regnante la richiesta in un immediato aiuto. Il viceré promise interventi rapidissimi mandando un capomastro con l’incarico di preparare un preventivo di spesa che venne calcolato intorno a 1.800 Onze. La ricostruzione sollecitata ebbe una direzione giusta e spedita, già l’anno successivo fu ricostruita e aperta al culto la Chiesa di Gesù e Maria al cui interno vi era scritto “Post dirupa chasmate urbem prima ecclesia erecta“ e all’esterno la data della ricostruzione 1694. Tra i primi edifici civili ricostruiti, il palazzo Amodei, in successione, con lentezza , furono ricostruiti gli altri edifici religiosi e civili impiegando 30 anni e quindi fino all’inizio del secolo XVIII. Rapida fu la riparazione delle fortezze danneggiate dal sisma, nel 1695 il viceré duca di Uzeda di Spagna riferisce di aver trovato “las fortificaciones de Augusta en mejir estado que estaben antes de ellos”. Dopo almeno due anni il numero degli abitanti risultava uguale a quello di prima del terremoto, il risultato fu l’immigrazione di cittadini di altri paesi verso la nostra città con la speranza di un futuro migliore. Nel 1705 la città risultava quasi tutta ricostruita eccetto alcuni edifici religiosi quali chiese e conventi in fase di ultimazione; per quanto riguarda gli abitanti stabili erano tra i sette e gli ottomila. Il censimento ufficiale degli abitanti si ha nel 1714 e si rileva che in Augusta gli abitanti residenti erano 7.646 il 24% in più rispetto al censimento del 1681. La nuova Augusta, come viene descritta dagli storici del tempo, nel settecento era una città ricostruita in gran fretta dopo il sisma del 1693, le case erano misere casupole a piano terra, piccole e basse, eccetto quelle di famiglie benestanti che avevano un primo piano L’economia era al centro della vita cittadina che veniva sviluppata tra agricoltura, artigianato e pesca regolate dalle Leggi del re regnante di Sicilia Carlo II Asburgo di Spagna e del successore testamentario re Filippo V Borbone di Spagna.

Dati:
Terremoto della Val di Noto
Domenica 11 gennaio 1693
Ora 13:30
Scossa Magnitudo 7.4 (stimata)
Intensità Mercalli: XI° (catastrofica)
Epicentro tra Catania e Augusta
Profondità 18 Km
Maremoto onde alte 10m (stimate)
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Foto di copertina da Internet.
1^Foto, disegno realizzato all'epoca da un artista tedesco.
2^Foto, mappa blank.svg.
3^Foto legenda delle città colpite.

A cura di Francesco Carriglio | Tutti i diritti sono riservati |