Augusta: LA BASILICA DEL MURGO

Inserto

Inserto Pubblicato dalla Redazione il 12 Aprile 2021


Nei pressi di Agnone Bagni, a poche centinaia di metri dal mare, sono visibili i resti dell’antica Basilica cistercense del Murgo, ad oggi sconosciuta ai più.


I ruderi sono posizionati all’interno di una proprietà privata, sembra risalente alla famiglia Leonardi, e quindi non sono purtroppo visitabili, nonostante alcune associazioni ambientaliste ne abbiano richiesto, negli anni, la restituzione al pubblico come bene storico, archeologico ed architettonico. Esistono pochissimi dati storici sulla sua edificazione, sembra che non ci sia nulla di scritto, cercheremo quindi di riassumere quello che siamo riusciti a scoprire attraverso una ricerca della nostra redazione. La fondazione della Basilica sembra essere avvenuta tra gli anni 1220 / 1224, per volere di Federico II di Svevia. La sua idea era quella di trasferirvi, una volta completata la costruzione, la comunità dei monaci cistercensi appartenenti all'ordine monastico di diritto pontificio fondato nel 1098 da Roberto di Molesme, allora allocati nella vicina Abbazia di Roccadia. Federico avrebbe così voluto restituire ai monaci i beni che precedentemente gli aveva tolto offrendogli, inoltre, una nuova sistemazione più confortevole e consona e alla loro condizione religiosa. La Basilica non fu però mai completata, anzi fu proprio interrotta quasi ai suoi inizi, probabilmente a causa di dissidi insorti tra lo stesso Federico e l’allora Papa Gregorio IX, oltre alla forzata partenza dell’imperatore verso la Terrasanta che non favorì, certamente, una loro ripresa. Attraverso lo studio dei ruderi, una attenta analisi architettonica ha potuto risalire, con buona approssimazione, alle basi del progetto originario, e quindi alla sua idea di realizzazione. Ad oggi, resta visibile il perimetro delle mura in pietra calcarea, costruite fino ad una altezza di circa tre metri. La pianta, a croce latina, avrebbe dovuto avere un corpo centrale di circa 80 metri di lunghezza per 30 metri di larghezza, mentre il transetto 40 per 15 Mt. Avrebbe dovuto possedere tre navate, rivelate grazie alla presenza di due semipilastri che fiancheggiano la porta centrale, una abside e due cappelle ai fianchi. Le tre navate dovevano essere suddivise da dodici pilastri centrali e tredici semicolonne. Da notare, per dare un’idea delle dimensioni che l’edificio avrebbe dovuto possedere, è lo spessore dei muri, di circa 2,70 metri. Il grande portale d’ingresso in pietra lavica grigia ha, alla sua sinistra, un’apertura che avrebbe dovuto probabilmente condurre al cimitero dei monaci, ed una più piccola sulla destra dove si evidenzia una zona ottagonale, forse la base di un imponente campanile. La parte architettonica ha molte evidenti similitudini con il Castello Maniace di Siracusa e con il Castello Ursino di Catania, quindi si suppone che il progetto strutturale della incompiuta Basilica sia stato elaborato dall’architetto federiciano Riccardo da Lentini, tanto che la costruzione della basilica sembra porsi proprio in un arco di tempo tra i due Castelli, in un periodo però più vicino a quello catanese.(S.A. Alberi 2000, pag. 449 e seg.) (G. Agnello 1935, pag. 235). Nel diciottesimo secolo, l’abside fu murata e nell’architrave del portale è riportata la data 1707; la costruzione fu adibita prima a piccola Chiesa, per poi essere utilizzata come magazzino ed inglobata all’interno di un fertile agrumeto.Da mettere in particolare evidenza il parere dell’insigne storico dell’arte, Giuseppe Agnello, tra i massimi ed autorevoli esperti di architettura Sveva, il quale scrisse in un suo studio: “Se circostanze impreviste non avessero troncato, quasi all’inizio, il compimento dell’impresa, oggi forse ammireremmo nella Chiesa del Murgo una delle più eloquenti affermazioni di tutta l’architettura Sveva dell’Italia meridionale”. Un’altra nostra eccellenza storica che, se non posta alla dovuta attenzione, rischia di essere perduta per sempre.
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