L’augustano Carmelo Lanzerotti - Rivoluzione Siciliana del 1848.

Inserto

Inserto Pubblicato dalla Redazione il 16 settembre 2018



Il 2 Maggio 1786 nasce ad Augusta da famiglia benestante Carmelo Lanzerotti. All’età di 13 anni fu avviato dal padre alla carriera militare divenendo allievo dell’Accademia della Nunziatella di Napoli.


Nel mese di Ottobre del 1799 vi fu la caduta della Repubblica Partenopea e, chiusa l’Accademia, il giovane cadetto torna in Sicilia, ma si presenta ai suoi occhi uno scenario orrendo a causa della guerra. Molti edifici erano stati danneggiati o distrutti dai recenti combattimenti tra giacobini e i lazzari, vide dei patiboli eretti a segno di condanne a morte sommarie, le segrete colme di prigionieri politici. Il re Ferdinando IV sposò Maria Carolina d'Austria chiedendo ausilio da parte dell'esercito austriaco. A causa della repentina avanzata dei francesi per non essere catturato Ferdinando si era rifugia in Sicilia. Con il comportamento indegno di un reggente, sconfessa la capitolazione che era stata già concordata tra le parti in guerra e prepara i piani per una vendetta dettata dal rancore durante i lunghi mesi di esilio. Ritornato sovrano, fa eseguire circa 100 impiccagioni, 222 ergastoli, 350 condanne a lunghe pene detentive, fa giustiziare la nobildonna Eleonora de Fonseca accusata di aver fondato il giornale il “Monitore Napoletano” e, con fondati sospetti, di essere l’autrice del feroce sonetto contro la regina Maria Carolina. Queste vicende restarono impresse al giovane Lanzerotti e ne condizioneranno la sua scelta di vita. Il 23 Luglio venne soppressa l’Accademia Militare, messo agli arresti e destituito il Direttore maggiore Tommaso Susanna, vengono esentati dall’incarico anche molti professori accusati di aver collaborato con i nemici. Il re permise però di far restare il personale destituito nell’edificio denominandolo Convitto Militare, frequentato da 56 allievi tra cui nuovi ammessi. E’ verosimile che Lanzerotti sia stato accettato, ma chi permise ciò fu l’interessamento del concittadino tenente colonnello commissario Domenico Petromasi, uomo d’affari al seguito del Cardinale Ruffo che partecipò alla campagna di riconquista del Regno di Napoli. Tornata la pace nel Regno, il 19 maggio 1800 riprende la sua funzione l’Accademia Militare e Lanzerotti non deluderà le aspettative del suo protetto, egli emergerà tra gli allievi frequentatori per il suo impegno e per la spiccata inclinazione per la matematica, l’ingegneria e l’architettura. Agli esami di stato nel 1803, riceve l’encomio e viene promosso tenete di 2^ del genio dell’esercito napoletano, aveva appena festeggiato il suo 17 compleanno. Nel 1805 Ferdinando IV di Borbone re di Napoli e di Sicilia si allea con l’Austria, la Russia, la Svezia e l’Inghilterra che era in conflitto con la Francia. La fortuna di questa coalizione cambia poiché i francesi la sconfiggono sul campo. Il 2 dicembre dello stesso anno Napoleone occupa Vienna ed il regno di Napoli ere Ferdinando in fuga insieme alla sua corte raggiunge Palermo. La Sicilia è sotto protezione dell’esercito e della marineria Inglese che crea le basi nei porti di Messina, Augusta, Siracusa e Trapani. Nel 1812 il re Ferdinando emana la Costituzione liberale, sulla traccia di quella inglese. Il tenente Lanzerotti , destinato in Puglia continua a prestare servizio presso l’esercito napoletano passato sotto l’insegna francese di Giuseppe Bonaparte prima e di Gioacchino Murat poco dopo. Murat sovrano intelligente e pieno di iniziative, riordina il senso liberale e modernizza le strutture e l’esercito. Lanzerotti ha la possibilità di arricchire la sua esperienza sulla tecnica delle opere militari e, nominato Capitano, si dedicò al progetto di costruzione del ponte levatoio del Castello Svevo di Barletta ed alla costruzione di altre opere per la difesa militare. Nel 1815, caduti Napoleone e Murat, il re Borbone torna a Napoli e proroga la Costituzione unificando i due regni in un regno unico, quello delle due sicilie. Nel 1820 scoppia la rivolta a Palermo che infiamma tutta la Sicilia, il Capitano Lanzerotti si trova destinato in una guarnigione ad Augusta mai superiori del Capitano non si fidano di lui perché esterna idee liberali e si schiera con i rivoltosi della “vendita” carbonara di Augusta denominata dei “Guelfi Megaresi”. Dal 21 al 25 Marzo ad Augusta scoppia la rivolta, i moti carbonari creano scompiglio e disordine e causano la morte di due persone e diversi feriti, Lanzarotti avendo partecipato alla rivolta fugge e ed evita di essere catturato, ma l’esercito con un provvedimento lo degrada e lo congeda. Nel 1830 con la scesa al trono di Ferdinando II, ha inizio il regno delle due sicilie e il giovane sovrano risana il bilancio dello Stato che era stato dilapidato dalla amministrazione paterna. Lanzerotti viene invitato a ritornare in servizio, ma rifiuta, non sopporta la convivenza gerarchica militare e la sua aggregazione alla militanza carbonara causa una rottura con il regime e torna al suo impegno di ingegnere e architetto costruendo ad Augusta la via Ferdinandea , ora via Principe Umberto, progetta un tratto di molo della Darsena, adatta a casa penale il Forte Garzia , su suo progetto fu realizzato il ponte in legno sul fiume Marcellino. Le molte opere realizzate in Sicilia lo portato alla nomina di Socio dell’Accademia Gioenia di Scienze di Catania. Alla fine del 1847 il rapporto tra potere e opposizione arriva ad un punto di rottura e il 12 gennaio 1848 Palermo insorge trascinando tutta l’isola in rivota contro il potere borbonico, dopo pochi giorni la Sicilia è libera, meno che qualche sacca di resistenza nelle città di Milazzo, Messina, Augusta e Siracusa. L’11 Gennaio il giorno precedente ai moti palermitani ad Augusta vi fu un terribile terremoto che devastò il piccolo paese causando una trentina di morti e la distruzione di molti edifici; un tratto della costa di via Marina Ponente franò e sprofondò nel mare del porto megarese. Questo terribile evento doloroso aveva distratto gli augustani dalla vicende politiche insurrezionali e ne ebbero notizia solo alla fine di Gennaio. Il 22 febbraio si costituisce il Comitato Comunale di governo della Città. Alle elezioni generali indette il 25 marzo in tutta l’isola per il Parlamento provvisorio a Palermo vennero eletti 202 deputati alla Camera dei Comuni in rappresentanza dell’élite culturale e progressista e 160 deputati della Camera dei Pari in rappresentanza degli aristocratici e delle gerarchie ecclesiastiche. Augusta elegge deputato alla Camera dei Comuni l’ing. Carmelo Lanzerotti. (Scrive Blasco: fu il miglior contributo di riconoscente stima dei suoi concittadini a chi aveva lottato e sofferto per la libertà.) L’8 Marzo 1953 nella sede dell’Accademia Gioenia di Scienze di Catania il Prof. Emanuele Fisichella pronuncia l’elogio funebre.
Abbiamo voluto citare brevemente e non completamente il profilo di un augustano doc. che, negli anni duri delle rivoluzione siciliana, ha dato il proprio contributo per la sua terra natia.
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Questo breve inserto è stato tratto dalla pubblicazione: “Il caso Lanzerotti” di Salvatore Paci.


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