Augusta: Eremo di San Biagio XVIII sec.

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Inserto Pubblicato dalla Redazione il 14 Marzo 2015 / Mod. 2018



Nel tardo XVII sec. era già esistente l’Eremo della Gisira come valida testimonianza dell’eremitismo nel territorio augustano. Le origini dell’Eremo di San Biagio risalgono al periodo dell’Istituzione a Parrocchiale della Chiesa di San Sebastiano nel XVIII sec..


L’istituzione Eremita, detta “del Circolo”, era presente ad Augusta presso l’antica Chiesetta del Santissimo Sacramento. Era un modesto stabile con una pertinenza per il culto dove gli Eremiti curavano la festa delle Quarant’ore di devozione continua, con l’esposizione dell’Ostensorio contenente l’Ostia consacrata. I Giurati di Augusta, devoti, si impegnarono al pagamento di 420 once in 35 rate sia per il mantenimento della Istituzione Eremita, che per la costruzione di una chiesa più grande e accogliente. La Chiesetta del Santissimo Sacramento fu quindi demolita, ed al suo posto fu edificata una nuova e grande Chiesa dedicata a San Sebastiano Martire (ancora oggi esistente). Dopo l’accoglimento della civica istanza del popolo credente al vescovo Asdrubale Termini di Siracusa questi, il 19 novembre 1718, decretò, come seconda Parrocchia della Città, la Chiesa di San Sebastiano Martire. Ancora oggi, nel prospetto della suddetta chiesa, vi è in rilievo un Ostensorio, manufatto in pietra arenaria a ricordo della tanto amata precedente chiesetta. Dopo l’infausto terremoto del 1693, si ebbe la ricostruzione dell’abitato che vide la nascita di un grande quartiere che si estendeva dalla località della Grazia, alla Chiesa-Convento dei Frati Cappuccini. Raccolti i proventi e aiutati dal Comune, nel 1729 gli Eremiti del Circolo iniziarono a costruire, in un lotto di terreno confinante a Sud con la oggi via Roma, e a ponente con l’odierna via Megara l’Eremo e la piccola Chiesa di San Biagio (oggi non più esistente). Nel lotto, oltre la chiesa, erano compresi ampi spazi per la coltivazione di ortaggi e un piccolo frutteto, per il sostentamento degli Eremiti. I mandati amministrativi per la costruzione vennero gestiti dall’Eremita Fra' Cristosamo, Procuratore ed Assistente dell’Opera del Santissimo Sacramento; il completamento del nuovo Eremitorio avvenne nel 1727. Nei primi anni dell’ottocento l’edificazione pubblica intorno all’Eremo si fece però molto intensa, e gli Eremiti si trovarono al centro di un caotico e fastidioso frastuono causato dalla vita cittadina. Non trovando più nel luogo le iniziali condizioni ideali, impediti nella certezza di quel religioso silenzio necessario alla meditazione e alla preghiera, la loro permanenza andò a diminuire nel tempo fino alla totale scomparsa. Chiusa così la Chiesa di San Biagio, la devozione a questo Santo non venne però meno da parte del popolo credente, e il simulacro raffigurante il Santo fu trasferito nella vicina Chiesa della Madonna del Carmelo (immagine a destra). Il complesso Chiesa-Eremo entrò in possesso del Comune di Augusta perché era stato edificato con i proventi pubblici. Era il periodo in cui nella Città si stava dando vita alla Scuola Pubblica, che trovava però una certa resistenza nei Conventi alle Istituzioni Scolastiche. A questo punto, con delibera del 13 Ottobre 1816, effettuate le opportuni modifiche e restauri, nell’edificio di San Biagio si insediò la nuova Scuola di "Grammatica Italiana" che durò per oltre un secolo. Nel 1932, l’edificio ospitò la prima istituzione scolastica superiore la “Regia Scuola Ginnasio” fino agli anni ‘50. Il Palazzo San Biagio che vediamo oggi, è stato ricostruito (foto di copertina) su due livelli nel 1975. A sostituzione del vecchio stabile, al piano terra vi è l’aula per le riunioni del Consiglio Comunale che, in data 2 Aprile 2018, è stata dedicata al Dott. Giacinto Franco. Al piano superiore vi è l’Auditorium, dedicato a Don Paolo Liggeri, che ospita eventi di carattere teatrale o manifestazioni culturali a carattere pubblico.

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