Sottovalutata l’importanza della presa di Malta nella 2^ Guerra Mondiale - 1941

Inserto

Inserto pubblicato il 10 Aprile 2017.


La storia si ripete, anche i Turchi nel 1565 cercarono di espugnare la fortezza di Malta, ma gli uomini della Royal Malta Artillery fieramente respinsero l’invasore.


Nel 1941 l’Isola di Malta era un presidio militare britannico nel quale vi erano unità navali, sommergibili e squadriglie aeree. La posizione geografica di Malta, al centro delle rotte per Tripoli e Bengasi, rendeva oneroso il trasferimento di uomini e di mezzi verso la Quarta Sponda. Per le perdite subite delle unità navali, degli uomini e del materiale trasportato, era diventata una necessità la neutralizzazione di questa base. Le incursioni temporanee della aviazione italo-tedesca non ebbero gli effetti sperati, l’unica soluzione era quella dell’occupazione di Malta, così affermava il Generale Cavallero. Malta era il baricentro della guerra nel Mediterraneo, dalla sua occupazione dipendeva il risultato finale della guerra nel quadrante Meridionale. Molti si chiedevano come mai la risoluzione su Malta non fosse stata adottata fin dall’inizio del conflitto, quando la difesa dell’isola era praticamente inesistente e proprio per questo motivo gli Inglesi trasferirono il Comando del Mediterraneo da Malta ad Alessandria d'Egitto. Comunque Malta restava sempre una valida fortezza insulare. Una operazione anfibia era allo studio dello Stato Maggiore Generale, ma per la cattiva cooperazione tra le Forze Armate Italiane si accantonò il progetto. La conquista di Malta sarebbe dovuta essere intrapresa nel quadro di una battaglia contro le unità nemiche, ma la nostra flotta era in condizioni di inferiorità rispetto al nemico che aveva un congruo numero di corazzate, portaerei e sommergibili. Il problema dell’occupazione di Malta non era un problema di volontà, ma di possibilità: era la difficoltà di cooperazione aereo-marittima, di preparazione di mezzi da sbarco adeguati per un assalto costiero in condizioni ostili, di addestramento di truppe di assalto e di paracadutisti. Queste problematiche vennero prese in considerazione ed affrontate solo nella primavera del 1942. I primi giorni di Gennaio 1941, allo scopo di creare uno scudo di protezione ai convogli che trasportavano l’African Corpus sulla rotta verso le coste africane, venne dislocato il X CAT con 500 velivoli tedeschi negli aeroporti di Catania, Trapani, Palermo e Reggio Calabria. Lo scopo era quello di cooperare con l’aviazione italiana per le incursioni su Malta e alle operazioni di protezione ai convogli navali, quindi al X CAT era destinato il compito aereo-marittimo e addestrativo per agire contro le forze navali nemiche. L’efficienza del citato provvedimento ebbe il suo risultato positivo il 10 Gennaio 1941, un convoglio proveniente da Gibilterra con un carico di materiale per Malta e per la Grecia fu attaccato dagli aerei Stukas tedeschi che con azioni in picchiata lo danneggiarono; anche gravemente fu danneggiata la Nave Illustrus che trasportava velivoli per la base di Malta. Ma tutto ciò non era sufficiente a fermare le azioni ostili che Malta effettuava verso le basi del sud Italia e alle unità in transito nel Sud del Mediterraneo, e non solo, anche perché la X CAT fu dimezzata con l’invio di velivoli in Libia. A causa di questa discutibile scelta, Malta riprese vigore, rafforzò le postazioni antiaeree e giunsero a Malta, truppe, navi e nuovi aerei.
Augusta Operativa.
La Supermarina affidò alla Xª Mas, già reduce da una azione brillante a Suda, un’azione d’attacco alle strutture del porto di La Valletta e alle unità in sosta, la base di partenza di questa azione offensiva fu Augusta.
Accertata da una ricognizione al comando del C.F. Vittorio Moccagatta la presenza di molte unità nel porto di La Valletta si decise per il suo attacco, questa operazione fu denominata “Malta 2”.
Il piano operativo prevedeva che durante la notte uno dei due siluri a lenta corsa (SLC) avrebbe dovuto far saltare le ostruzioni del porto, in particolare quelle del ponte girevole Sant’Elmo, permettendo così l’accesso ai barchini esplosivi (MTM), quest'ultimi avevano il compito di colpire le navi in sosta, il secondo SLC entrato nel porto avrebbe dovuto attaccare i sommergibili.
La sorte fu avversa, il dispositivo d’attacco lasciò Augusta la sera del 25 Luglio 1941 e si diresse verso Malta con la nave appoggio Avviso Veloce Diana al cui comando vi era il C.C. Mario Di Mauro, che aveva il compito di trasportare il dispositivo fino a 20 miglia da Malta, punto di sbarco dei mezzi.
Il gruppo d'attacco prosegui verso l'obbiettivo ed era composto da due Mas, il 451 comandato dal S.T.V. Giorgio Sciolette e il 452 comandato dal T.V. Giobatta Parodi, da nove M.T.M.
, uno M.T.S., uno M.T.L. e due S.L.C. Alle prime luci dell'alba del giorno 26 il dispositivo d'attacco giunse al punto stabilito, a poche di miglia del porto di La Valletta. Gli Inglesi a circa 14 miglia avevano avvistato, tramite il radar terrestre, i natanti del gruppo d’attacco e si allertarono posizionando i loro cannoni per la difesa dell'area Grand Harbor e di Marsamextt. Per motivi tecnici vi fu un ritardo sull’inizio delle operazioni, quindi era quasi l'alba e la visibilità buona. L’attacco iniziale fu eseguito dal Maggiore Teseo Tesei (fondatore del gruppo d’assalto) che con il suo SLC si fece esplodere insieme al 2°C. Pal. Alcide Pedretti a distanza zero dalle ostruzioni, l'esplosione creò la caduta di parte della struttura verso l'accesso al porto, successivamente i barchini MTM 2 e MTM 3 si diressero verso l’imboccatura esplodendo alla base del ponte facendone cadere una seconda parte, creando così una ulteriore ostruzione, altri MTM si lanciarono verso il varco ma furono falciati dai colpi della difesa territoriale. In successione si alzarono in volo trenta aerei caccia Hurricane Inglesi del 126°, 185° e 251° Squadron che attaccarono le unità d’appoggio, l’azione venne contrastata dai nostri aerei Macchi 200 del 54° Stormo e l’attacco della decima si trasformò in un battaglia aero-navale, vi furono mezzi navali affondati e aerei abbattuti, prigionieri e molti morti. Il giudizio alla Storia, preghiamo per i nostri eroi.
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Conduttori Barchini Esplosivi:
MTM 1 S.T.V. Carlo Bosio; MTM 2 S.T.V. Roberto Frasetto; MTM 3 S.T.V. Aristade Carabelli; MTM 4 S. Vittorio Marchisio; MTM 5 2°C° Vincenzo Montanari; MTM 6 2°C° Alessandro Follieri; MTM 7 2°C° Enrico Pedrini; MTM 8 C°3^ Pietro Zaniboni; MTM 9  2°C° Fiorenzo Capriotti.
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Piloti Siluri a Lenta Corsa:
SLC 1 Magg. Teseo Tesei - 2° Capo P. Alcide Pedretti.
SLC 2 TV Franco Costa - Luigi Barla
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Onorificenze concesse: 8 Medaglie d'Oro; 13 Medaglie d'Argento; 7 Medaglie di Bronzo; 1 Croce al Valor Militare.

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