Storia di un soldato: Giovanni Reitano

Inserto

Inserto pubblicato nell'Aprile 2016 dalla Redazione.

Giovanni Reitano nasce ad Augusta da famiglia nobile il 21 gennaio 1891. Dopo le scuole d’infanzia frequenta la locale Regia Scuola Tecnica “Principe di Napoli” e in seguito l’Istituto di Ragioneria di Catania. A causa della prematura morte dei suoi genitori fu costretto a lasciare gli studi e per mantenere i suoi fratelli minori dovette cercare lavoro. Impiegato amministrativo presso la Casa Mandamentale di Augusta svolgeva il suo lavoro con poco entusiasmo poiché la vita d’ufficio sedentaria non lo soddisfaceva, essendo lui un uomo d’azione. Appassionato di sport, che svolgeva agonisticamente con ottimi risultati, nel 1908 fu tra i fondatori della locale “Società Sportiva Megara”. La squadra “Megara Calcio” dell’epoca era alla ribalta dello sport siciliano; nello stesso periodo nacque anche la “Società Canottieri Megara” del cui team Reitano faceva parte. I venti di guerra intanto soffiavano in Europa, vi era fermento tra le nazioni europee per le prevaricazione dei confini.
Nel 1914 il Governo Italiano decide e accelera l’ammodernamento del Regio Esercito e il 31 Dicembre dello stesso anno Giovanni Reitano si arruola nell’Esercito come allievo ufficiale di complemento, una scelta meditata che gli cambierà la vita. Il 24 Agosto 1915 riceve la nomina di sottotenente nell’arma di fanteria, l’Italia è già in guerra contro l’Impero Austro-Ungarico e il 20 Ottobre il giovane ufficiale viene trasferito in zona di operazione sul fronte del Carso. Nella guerra sanguinosa di frontiera, di posizione e di trincea, il sottotenente Reitano è al comando di una sezione di (*) bombarde al disotto della linea di fuoco, nel suo delicato e importante compito si distingue per ardimento e bravura. Dopo poche settimane di fronte ebbe la promozione a ufficiale in servizio permanente effettivo per meriti di guerra. Nell’autunno del 1916 viene nominato tenente e partecipa ai combattimenti per la presa di Gorizia. Nello stesso autunno il tenete ritorna nella zona del Carso, in una azione di combattimento e per il riconoscimento sul risultato positivo dell’azione fu insignito della medaglia di bronzo al valor militare. Nel maggio del 1917 in un attacco per riconquistare la quota 126 del fronte, gli austriaci con una controffensiva, in pochi minuti falciano un centinaio di fanti, alcuni ufficiali e il comandate del battaglione. Individuate le postazioni delle mitragliatrici austriache, il tenente Reitano con una operazione mirata li ammutolisce con il fuoco delle sue bombarde, consentendo la riconquista della linea di partenza. Per il valore dimostrato, a soli 26 anni, il 6 giugno il tenete Reitano viene promosso sul campo a capitano del Regio Esercito Italiano. Il capitano partecipa alla conquista della quota 219 meritando la seconda medaglia di bronzo al valor militare. Il 24 settembre 1917 gli austriaci con una cannonata colpiscono una riservetta che esplodendo causa lo spostamento d’aria e investendo il capitano Reitano che cade a terra ferito, viene soccorso e trasportato in un ospedale da campo dove verrà medicato. Dopo qualche giorno con una tradotta militare ospedaliera raggiunge Ferrara dove viene ricoverato presso l’Arcispedale S. Anna. Dimesso dopo quattro mesi, posto in convalescenza per causa di servizio, torna ad Augusta dove viene accolto dai cittadini e dalle autorità civili con plauso. Tornato in servizio presta la sua funzione presso i Depositi di Siracusa, Caltanissetta, Noto e Ragusa. La carriera militare si ferma per 15 anni rimanendo con il grado di capitano. Sarà nominato maggiore il 1° gennaio 1933. Durante la guerra d'Africa Orientale viene trasferito in Libia la cui permanenza è di un anno. Il 30 giugno del 1938 viene promosso tenete colonnello e presta servizio nella Divisione Napoli a Caltanissetta. Il 1° giugno 1940 viene convocato a Roma dove gli viene conferito l'incarico di vice comandante del 142° Reggimento di Fanteria, e il comando del III° battaglione, con esso salpa da Messina il 4 giugno ed il 6 sbarca a Tobruk. L’avamposto comandato dal Reitano era un campo trincerato nel deserto presidiato dal III° battaglione fanteria. L’armamento in dotazione era obsoleto poiché risalente al primo conflitto mondiale, un armamento di vecchia tecnologia come i moschetti 91 in dotazione ai fanti. Quando i nemici irrompono nel campo con autoblinde  corazzate armate di moderne mitragliatrici, non vi è più nulla da fare per la superiorità d'armamento. In quattro giorni di combattimenti cadono prigionieri quasi 40.000 uomini e le punte avanzate arretrano alla linea di partenza. L’11 Dicembre 1940 il tenente colonnello Reitano viene fatto prigioniero in India, tornerà in Patria il 21 Aprile 1946, al suo rientro gli sarà conferita la croce al merito di guerra, il grado di colonnello con anzianità di grado dal 1° Gennaio 1942 e destinato a comandare il Distretto Militare di Siracusa. Il 9 Gennaio 1948 viene collocato in congedo assoluto. Nel 1969 a titolo d’onore è stato promosso al grado di generale di divisione. Il Generale Giovanni Reitano, un soldato valoroso e un cittadino augustano esemplare, si è spento il 31 Maggio 1975. Per l’espletamento degli incarichi e per la sua alta professionalità sarà d’esempio per le generazioni militari future.

Medagliere del
Generale Giovanni Reitano,
custodito e in esposizione presso
il Museo della Piazzaforte
Augusta

A cura della Redazione - Cfr. Un soldato Giovanni Reitano di Salvatore Paci.