Affondamento del Regio Sommergibile Ascianghi a largo di Augusta

Inserto

Inserto pubblicato da il nostro inserzionista nel Settembre 2015.

Da settantadue anni, undici miglia al traverso dalla penisola Magnisi, giace squarciato, avvolto nella tenebra dell’alto fondale, uno degli “Africani” della Regia Marina, un sommergibile dal nome esotico ed affascinante, ferito a morte dal nemico ed affondato nel luglio 1943 di fronte alla base un tempo amica: l’Ascianghi. Quel battello e gli altri della sua stessa Serie erano chiamati “Africani” per via dei nomi assegnati loro dalla Regia Marina che subito evocavano le ambe brulle e gli altopiani assolati di un’epica Africa Orientale Italiana già allora finita e dimenticata nonostante gli eroi di Cualqualber, Debra Tabor, Gondar e dell’Amba Alagi. Gli “Adua” erano diciassette battelli della Classe 600 destinati all’impiego costiero nel Mediterraneo con un dislocamento massimo in superficie di circa 690 tonnellate. L’Ascianghi era in servizio dal 1938 operando subito in Egeo nella base di Lero. All’inizio del conflitto era a Cagliari, la prima delle tante basi da dove avrebbe operato verso tutti i settori del Mediterraneo. A bordo rischiano da subito per fare la guerra con “cavalleria” al pari di tanti altri sommergibilisti. Il 21 settembre 1941 il T.V. Olinto Di Serio ed i suo ragazzi al largo di Beiruth affondano la petroliera nemica Antar, ma rischiano consapevolmente non poco attardandosi sul punto dell’attacco per consentire all’equipaggio del mercantile di mettersi in salvo prima li lanciare le coppiole di siluri. Rischia ancora il 3 novembre 1942 il nuovo comandante T.V. Rino Erler allorquando emerge pericolosamente per salvare una ventina di naufraghi di un aereo tedesco abbattuto in pieno Mediterraneo. Il 15 successivo, al largo dell’Algeria, l’Ascianghi coglie un lusinghiero successo notturno, centrando con due siluri il dragamine veloce di squadra inglese Algerine, già famoso per le letali mine disseminate sulle rotte delle nostre navi nel Canale di Sicilia. Nel 1943 l’Ascianghi esce dal bacino ed imbarca il suo nuovo Comandante, il S.T.V. Mario Fiorini, un giovane ufficiale il cui grado segna l’emergenza che vige oramai non solo per i materiali ma anche per gli uomini cui affidare il comando in mare. Anche l’altro ufficiale a bordo, un Aspirante Guardiamarina, ha meno anni d’età del suo superiore Di giovani, marò e sottocapi, ce ne sono poi tanti altri, assieme a qualche veterano sottufficiale.. Tra il 12 ed il 13 luglio Augusta è già caduta in mano britannica. Sul mare, gremito di navi alleate di ogni tipo, mercantili e militari, l’intenso traffico in entrata ed uscita dai porti di Siracusa ed Augusta già riutilizzati dai nuovi occupanti, è ancora l’occasione per italiani e tedeschi per tentare di conseguire qualche risultato. Sommergibili e Motosiluranti della Regia Marina, riscattano le giornate grigie della rapida ed ingloriosa fine della Piazzaforte, portandosi all’attacco del nemico, ben consapevoli della disparità di forze, affianco ad un alleato oramai diffidente ed a fronte di un nemico sempre irriconoscente. Il 17 luglio 1943 l’Ascianghi lascia Pozzuoli diretto dinanzi alla costa della Sicilia orientale, unico battello tra quelli in azione in quei giorni al quale venne mantenuto l’ordine di restare in agguato sottocosta, a poche miglia al largo di Augusta, oramai base “nemica”. Nella tarda mattinata del 23 luglio un incrociatore con alcuni caccia di scorta in uscita dalla rada compaiono alla vista del giovane comandante posto al periscopio. Ma non sarà l’Ascianghi a colpire alle ore 13:41 l’incrociatore leggero britannico Newfouland con un siluro a poppa, come poi per anni si sarebbe erroneamente continuato a credere. Nelle stesse acque c’è infatti anche un U-Boote tedesco, l’U-407 comandato dal bravo Kapitänleutnant Ernst-Ulrich Brüller che, ironia della sorte, ha lanciato i suoi siluri verso le navi inglesi, riguadagnando poi il largo. L’Ascianghi nel frattempo ha invece serrato rischiosamente la distanza verso le unità di scorta e lancia due siluri verso il cacciatorpediniere Laforey in testa alla formazione che alle ore 15.41 è sfiorato di poco dalla scia di una delle due armi. Scampato il pericolo il comandante dell’unità Capt. Reginald Maurice James Hutton Laforey mette subito la prora verso l’origine della scia dei siluri, seguito dall’altro cacciatorpediniere, l’Eclipse, comandato dal Cdr. Edward Mack. Dalla poppa delle due navi filano in mare decine di cilindriche cariche di profondità, due delle quali causano danni gravi all’Ascianghi a poppa ed prora. Il battello precipita verso il fondo, oltre la quota di sicurezza, prossimo ad essere distrutto dalla pressione. Riemerge, fortemente appoppato: i primi uomini iniziano a salire in torretta, forse per brandeggiare verso il nemico il cannone o le mitragliere, ma di certo anche per tentare anche la salvezza. Sono invece i proiettili delle artiglierie inglesi a cadere ripetutamente sullo scafo, mentre le sventagliate delle mitragliere spazzano la plancia. La deflagrazione delle granate che arrivano precise squarciando tutto e l’inferno causato dai colpi delle mitragliere sulle lamiere esauste del sommergibile, falciano chiunque si trovi in torretta e sulla coperta. Il Comandante si prodiga nell’aiutare i suo ragazzi a lanciarsi in mare, specie con quelli più restii. In ventitré non c’è la faranno. Anche quell’Aspirante Guardiamarina, Mario Marinelli, 20 anni, non ha scampo. E’ in acqua, ferito gravemente, ed urla di dolore mentre il timoniere Salvatore Grande assieme al compagno Giorgio Bergani, tentano di riportarlo sul sommergibile ancora in galleggiamento. Una granata lo raggiunge prima, squarciando il suo corpo già martoriato che subito è inghiottito dalle onde. Alla fine saranno soltanto in ventisette a guardare l’Ascianghi che alle ore 16:30, mostrata la poppa al cielo, si inabissava. La memoria di quell’evento e dell’equipaggio del Regio Sommergibile Ascianghi sono onorati oggi dal “Museo della Piazzaforte” del Comune di Augusta di Augusta dove è esposto un superbo modello del battello. Nel 2013, in occasione del 70° anniversario dell’affondamento, vi è stato affiancato l’elenco nominativo dei suoi Caduti.


VARO DEL REGIO SOMMERGIBILE ASCIAGHI



A cura dell'Avv. Antonello Forestiere - Direttore del Museo della Piazzaforte - Augusta.