Località Sant'Elena: Il Faro Santa Croce Augusta

Inserto

Inserto pubblicato nel Giugno del 2005 dalla Redazione

Il Faro Santa Croce si affaccia sul Mare Ionio nella costa tra Catania e Siracusa e fra le sporgenze alte e frastagliate di Punta Campolato e Punta Izzo. La struttura del Faro sita sull' isolotto Capo Santa Croce appartenente alla Contrada Sant’Elena, fu edificato nel 1856 dal regime Borbonico con la funzione di punto di riferimento e segnalatore marittimo, la sua struttura alta trentasei metri è stata realizzata in pietra calcarea bianca, all'interno della torre è stata creata una scala a chiocciola per il raggiungimento della Lanterna. Nel 1860, con la liberazione della Sicilia, i Borboni furono costretti ad abbandonare il caseggiato e il Faro. La ristrutturazione del faro fu effettuata nel 1932 dal regime fascista come testimonia lo stemma littorio in pietra applicato sulla porta d’accesso al ballatoio circolare della lanterna. In fase di restauro fu costruita anche una cisterna con una capienza di 350mc per la raccolta dell’acqua piovana e, in caso di scarse piogge, per alimentare d'acqua il deposito giungeva al Faro una piccola motocisterna [MCA] che si riforniva al condotto della allora banchina di MARIMIST (Arsenale M.M.). Nel 1943, durante la seconda guerra mondiale il Faro fu presidio come punto di osservazione costiero e gestito dai militari della Regia Marina. Nel luglio dello stesso anno la zona Sant'Elena fu segnata da una serie di cannoneggiamenti da parte delle Navi della Royal Navy causando così l’abbandono del Faro e della struttura da parte dei militari italiani e, appena un mese dopo la struttura fu requisita e presidiata dai militari britannici. Al termine della guerra il Faro riprese la sua attività come segnalatore marittimo della costa. Il Guardiano del Faro, rientrato nella struttura con la sua famiglia, ha gestito l'attività fino al 1979 anno in cui per raggiunti limiti di età è stato posto in pensione e non più sostituito. Nello stesso anno fu sostituita la luminaria che era del tipo elettro-acetilenico assistita da 6 bombole a comando automatico con alimentazione elettrica alla Lanterna tipo LP2 con lampada principale  AL 1000 W e lampada di riserva LABI 100 W. Il sistema automatico a Portata Ridotta si attiva nel caso di guasto o mancanza di energia elettrica alla LP2. La manutenzione della Lanterna ancora oggi viene eseguita periodicamente dal personale addetto di MARIFARI MESSINA. I locali sottostanti la Lanterna, la parte caseggiato, sono stati abbandonati per diversi anni fino al 1995, anno in cui iniziarono i lavori di recupero della struttura diretti dalla Sovrintendenza di Siracusa. Lo stesso anno furono dati in concessione, su suggerimento del Demanio Marittimo, all’Istituto Scientifico di Ricerca Marina [ I.RI.M. ] e all’Università di Catania. Il 22 febbraio 2009 il Faro ritorna alla Città per essere un punto di incontro importante della nostra costa. Esso è sede dell'Associazione Guardia Costiera Ausiliaria e dell'organizzazione della scuola Centro Educazione al Mare".

Posizione: Faro Santa Croce - Augusta
۩ Coordinate: Latitudine 37°14.4’ Nord – Longitudine 15°15.5’ Est.
۩ Registro Fari e Fanali nell'elenco al numero 2820.
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Considerazione:
I Fari, istituiti dopo l'Unità d'Italia da Regime Monarchico, sono parte culturale delle nostra storia e del paesaggio reso suggestivo dalla loro illuminazione per circa 7.450 Km di costa comprese le isole maggiori e minori. Dagli anni '70 queste meravigliose strutture sono state sostituite da moderne apparecchiature. La funzione dei Fari collocati lungo le coste, un tempo insostituibili per la sicurezza dei naviganti, devono essere preservate, custodite e protette anche se la loro funzione nell’epoca dell’elettronica è quasi vana poiché sostituite da nuove apparecchiature quali LORAN o GPS, ecc…

Curiosità. In breve:
una leggenda racconta che Sant’Elena, madre dell'imperatore Costantino, tornando dal viaggio in Terra Santa (Gerusalemme), in prossimità delle coste augustane il natante in cui si trovava fu investita da una forte tempesta e trovò rifugio in una insenatura accanto ad un isolotto. Sant’Elena, per ringraziare il Signore di averla salvata, pose sull’isolotto una grande croce; da qui il nome dell' isolotto "Santa Croce" nel quale in seguito fu edificato il Faro. La Contrada, per questo evento leggendario prese il nome della Santa.

A cura della Redazione.