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Solidarietà augustana: La Tragedia del Conte Rosso
Inserto
Inserto pubblicato della Redazione

Il Transatlantico “Conte Rosso”, requisito alla compagnia di navigazione Leoyd Trentino, per motivi bellici, era stato adibito insieme ad altri piroscafi italiani al trasporto delle truppe militari ed i loro equipaggiamenti. Le unità mercantili requisite dalla Regia Marina mantenevano lo stesso equipaggio, mentre il comandante della nave veniva affiancato da un ufficiale superiore militare. E, nelle stesse unità requisite imbarcavano anche dei militari specialisti nel ruolo di segnalatori e radiotelegrafisti. Il Conte Rosso aveva già fatto parte di un convoglio per il trasporto delle truppe, e per la sostenuta velocità, e un pizzico di fortuna la missione era terminata con successo. Il Canale di Sicilia era costantemente sorvegliato da ricognitori aerei inglesi di base a Malta. In agguato nel quadrante di crocevia tra l’Italia, la Grecia, e l’Africa vi erano i micidiali sommergibili inglesi anche essi di stanza a Malta. Il 24 maggio 1941, mentre il convoglio composto dai piroscafi Conte Rosso, che alzò l'insegna di capo convoglio, ed Esperia nelle quale vi erano imbarcati un numero rilevante di soldati dell’Esercito, dalla motonave Victoria, e dal mercantile misto Marco Polo erano in partenza da Napoli diretti a Tripoli, il sommergibile britannico Upholder salpava dal porto Malta con rotta lo stretto di Messina. Le navi di scorta al convoglio appartenenti alle unità della III Divisione Navale erano formate da: un cacciatorpediniere e da tre torpediniere. Giunti a Messina al convoglio si aggiunsero due incrociatori tre caccia e tre torpediniere per aumentare la vigilanza ed ampliare il raggio di difesa del convoglio, sapendo che quella zona era battuta dai sommergibili nemici. Il convoglio all’imbrunire giunse all’estremo sud della Sicilia mantenendo la velocità di crociera di 18 nodi con rotta 171° Sud-Est. Il destino del Conte Rosso era segnato. Alle ore 20:41 circa, in prossimità di Capo Murro di Porco l’incontro delle navi con il sommergibile Upholder fu fatale, il sommergibile colpi’ il Conte Rosso con un primo siluro che distrusse la zona macchine, rallentandone così la velocità. Un siluro successivo colpì la stiva provocando una grande esplosione. Il Conte Rosso si inclinò su un fianco, gli uomini sopravvissuti all’esplosione cercarono di mettersi in salvo adoperando mezzi di salvataggio e di fortuna, ma il tempo fu tiranno per alcuni di essi, dopo solo 8 minuti dal secondo siluro il piroscafo si inabissò trascinando con esso molti uomini, adagiandosi su un fondale di 2.000 metri. Le navi di scorta coordinarono subito una azione offensiva nei confronti del sommergibile lanciando delle bombe di profondità, ma ben presto dovettero interrompere l'azione per dare soccorso alle moltissime persone che chiedevano, o meglio imploravano aiuto. Il resto del convoglio proseguì per il porto di destinazione. Il Comando Marina di Augusta in allarme predisponeva l’organizzazione dei soccorsi. Il prezzo di vite umane fu altissimo. Al momento della tragedia sulla nave Conte Rosso vi erano 2.727 persone di cui 1.430 si salvarono e 1.297 morirono, di esse solo 290 salme furono recuperate dai mezzi di soccorso. La notizia non tardò a diffondersi tra la popolazione augustana.
Alle ore 05:00 del mattino successivo alcuni superstiti del
Conte Rosso giunsero nel porto di Augusta. Le banchine del porto
si affollarono improvvisamente di persone che si volevano
prodigare nell’aiuto agli sventurati naufraghi
sopravvissuti all’immane tragedia. La cittadinanza diede il suo
aiuto ai naufraghi offrendo ad essi cure, ospitalità, vestiario,
vitto, alloggio e affetto. Una cittadina che prese a cuore la
sventura di questi uomini che nel tempo non hanno mai
dimenticato l’affetto e la simpatia per questa città.
Notizia tratta dall'Estratto Notiziario Storico di Augusta N° 24 Edizione 2001.
Il volume "Navi Mercantili Perdute" Edito dall'Ufficio Storico M.M.I. precisa il punto di affondamento in 36°41' Nord / 15°33' Est. - Corretto nel 1977 in 37°01' Nord / 15°33' Est. Confermato anche dall'individuazione del relitto.
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