Epicarmo Corbino

Inserto

Inserto pubblicato nel Febbraio 2005 dalla Redazione

Nacque ad Augusta da famiglia di umili origini il 18 luglio 1890, fratello di Orso Mario. Fece gli studi di ragioneria diplomandosi con ottimi voti. Da ragioniere si distinse per gli studi da autodidatta in economia dei trasporti. Nel 1911 partecipò al concorso Allievi Ufficiali della Regia Marina di Complemento nel corpo della Capitaneria di Porto classificandosi tra i primi, raggiunse la prima destinazione che fu la Capitaneria di Poro di Bari, seguirono altre destinazioni nelle zone costiere italiane e si congedo con il grado di Sottotenente alla fine del 1921. Non ancora laureato partecipò al concorso per la cattedra di politica commerciale e legislazione doganale presso Istituto Superiore di Scienze Economiche di Napoli. Per quarant’anni insegnò presso la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Napoli. L’attività di docenza fu brevemente sospesa nel 1938 perché sospettato di antifascismo. La laurea honoris causa gli fu attribuita nel 1961. Scrittore lucidissimo di articoli economici con la capacità di divulgare ed unire l’educazione ed il combattere politico che lo conduceva a commentare i fatti del giorno come protagonista di svolte eclatanti nella politica nazionale. Rappresentante liberale alla Consulta, deputato all’Assemblea Costituente, restò a Montecitorio nella prima legislatura Repubblicana. Togliatti, che di Corbino era personale estimatore, anche se irriducibile avversario politico, fu visto in più di un’occasione avvicinarsi di qualche banco per meglio udire le parole di quei discorsi sempre brillanti. Nel 1953, votò contro la cosiddetta “legge truffa”, che istituiva un premio di maggioranza ai partiti singoli o “parentali” che avessero ottenuti il 50% dei consensi popolari e si dimise dal PLI costituendo l’Alleanza Democratica Nazionale. La legge non passò, ma ciò non bastò per farlo eleggere al Parlamento. In questa veste perseguì una politica economica fondata sulla parsimonia e sulla corretta amministrazione opponendosi in maniera intransigente al cambio della moneta. Tale provvedimento servì a fermare l’inflazione. Ma fu un provvedimento impopolare e la sinistra organizzò delle manifestazioni di dissenso a suo nome nelle piazze. Pur di non cambiare le sue convinzioni, Corbino si dimise il 13 settembre 1946 dall’incarico governativo. Da quell’anno rinunciò all’attività politica, dedicandosi all’attività di studio. Fu Presidente del Banco di Napoli (1961-66), della Banca della Provincia di Napoli, dell’IPSOA (Istiuto Post-Universitario per lo studio e l’Organizzazione Aziendale). Si è spento all’età di 94 anni a Napoli il 25 aprile 1984.

A cura della Redazione.