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I Frati Cappuccini ad Augusta, le Chiese e Conventi.


a storia dei Frati Cappuccini di Augusta è il simbolo di una presenza che si fonde inscindibilmente con la storia stessa della nostra città. Il primo Convento dei Padri Cappuccini, infatti, risale ai primi anni del 1600, ed era situato con il prospetto principale sulla Via Principe Umberto, esattamente tra Via Generale La Ferla e Via Alabo. ll luogo prescelto fu quello dove in precedenza erano state demolite due chiesette fatiscenti, l'una dedicata a S. Martino e l'altra a S. Giuliano. Alle spalle esisteva una estensione di terreno che arrivava fino all’attuale Via Alabo. Fu eretta anche una chiesa, di piccole dimensioni, che fu consacrata e dedicata a S. Francesco d’Assisi. Il prospetto era molto semplice e culminava con un’esile cella campanaria di modeste dimensioni.  La chiesa aveva una lunghezza di circa undici metri, come si rileva da documenti storici. Sopra il portale, insisteva la finestra della cantorìa, simile a quelle che si aprivano su via Marcello (oggi V. Generale La Ferla). All’interno si poteva accedere tramite due ingressi, uno principale praticato, come detto, su via Umberto e l’altro laterale su via La Ferla, tramite una gradinata. Addossati alle pareti vi erano diversi altari, in quello maggiore vi era collocata una grande tela raffigurante la Madonna degli Angioli, e la venerata statua della Madonna dei Poveri, in cartapesta. Con il nefasto terremoto del 1693 che distrusse la cittadina, anche il Convento e la chiesa divennero macerie, ma furono entrambi ricostruiti negli anni seguenti, all’insegna della semplicità francescana. In seguito alle leggi eversive del 1866, i frati furono costretti però ad abbandonare quei luoghi, con grande dispiacere e rammarico della cittadinanza tutta; per diversi decenni il convento ed i Frati avevano infatti rappresentato un punto di riferimento spirituale rilevante per tutti gli augustani. Nonostante ciò, dopo vari progetti, i locali furono comunque abbattuti, e nel 1955 fu inaugurata l’odierna scuola elementare, che proprio per questo viene ancora oggi chiamata “La Scuola dei Cappuccini”. I frati non si rassegnarono e, stimolati dall’amore e la devozione della cittadinanza per il saio francescano, decisero di costruire un nuovo Convento. Al confine della zona denominata “Terravecchia”, esisteva una piccola chiesetta dedicata alla Madonna; alcuni storici affermano si trattasse, anticamente, di una costruzione militare inglobata nell’antica cinta muraria aragonese, e precisamente un’armeria. Ecco spiegato il significato della forma circolare e delle due porte poste nel prospetto frontale, necessarie ai militari per l’ingresso, la vestizione, l’armamento e la successiva uscita dalla seconda porta senza creare intralci. Questa guarnigione era un avamposto militare di supporto al controllo della porta di mare, la porta di Terravecchia. Solo successivamente l’edificio fu ristrutturato e dedicato al culto, soprattutto, sembra, da parte dei pescatori e dai cordari (costruttori di corde) che abitavano nella zona limitrofa. La chiesetta aveva quindi origini molto antiche, già prima del terremoto del 1693 era stata visitata dal Vescovo in visita pastorale, ma solo ai primi del 1700 fu restaurata come la possiamo ancora oggi ammirare e che appunto, per la sua forma rotonda, ne fa una chiesa diversa da tutte le altre e quindi molto particolare. In seguito venne acquistato il terreno adiacente a detta Chiesa, intitolata “Santa Maria del Perpetuo Soccorso”, conosciuta già allora anche come “Chiesa della Rotonda”, “Chiesa du’ tunno o du’ bambineddu”. Il 10 gennaio 1902 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra per la realizzazione della struttura conventuale. Si incaricò della costruzione Padre Benedetto Greco da Augusta, che insieme a Padre Agostino completarono i lavori così come li vediamo oggi. La chiesa “Santa Maria del Perpetuo Soccorso”, come tutte le altre Chiese era soggetta al Vescovo della diocesi che, concedendola in uso ai frati francescani, di fatto la accorparono alla struttura conventuale. Al Convento fu successivamente aggiunto il seminario serafico, da qui la necessità di ampliare la struttura creando una nuova ala conventuale. I lavori iniziarono il 12 luglio 1950 e portati a termine per interessamento di Fr. Alessandro Santacroce da Sortino. Il Convento e la Chiesa divennero Parrocchia il 3 Aprile 1964, dopo una solenne celebrazione Eucaristica presieduta dall’allora Arcivescovo di Siracusa Bonfiglioli. Grazie all’impegno, alla dedizione di Padre Amedeo Iaìa da Sortino e alla fraternità stabile, per rispondere alle esigenze di una comunità parrocchiale sempre più numerosa e presente, viene infine realizzato il “sogno" di avere una nuova e più grande Chiesa; quarant’anni esatti dopo l’elezione a Parrocchia, viene inaugurata da S.E. Mons. Giuseppe Costanzo, Arcivescovo Metropolita di Siracusa, Il 3 Aprile 2004, una nuova e moderna chiesa, intitolata a “Cristo Re”.

Fr. Maurizio Sierna




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