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Augustani da ricordare


Augusta fu una città imperiale prima che demaniale i cui abitanti provengono da una estrazione sociale modesta.
Alcuni augustani diedero vita alla propria attività nella speranza di arricchirsi, altri per motivi ben diversi si sono distinti restando nella storia. Fra questi meritano di essere ricordati:








FRANCESCO VITA nacque nel 1635, si laureò in diritto, amante di storia scrisse “Innesto storico della Città di Agosta” questo libro, che parla della Augusta di un tempo, fu stampato a Venezia. Oggi è custodito nella Biblioteca Comunale di Augusta. Vita morì a soli 28 anni.

Barone EMANUELE ASTORGA nato l’11 dicembre del 1681, amante della musica alla quale dedicò tutta la sua vita. La musica lo rese famoso e fu autore di molti spartiti. La sua composizione più conosciuta è lo “Stabat Mater” . Morì in un convento boemo nel 1736. Oggi a questo illustre augustano è intitolata l’attuale piazza D’Astorga.

FRANCESCO ZUPPELLO, fondatore dell’Accademia Megarese, era un religioso che dedicò la sua vita al progresso intellettuale e morale della città, da scrittore pubblicò alcune memorie patrie, inserite nell’opera di Orlandini “La città Italiana”.

GIUSEPPE MIGNECO famoso medico, ma anche letterato, dettò molte monografie scientifiche che lo portarono ad essere conosciuto e stimato dagli scienziati italiani ed europei.

GIUSEPPE MUSCATELLO nato ad Augusta il 10 dicembre 1866, figlio del notar Emanuele , divenne illustre medico e ricercatore, fu apprezzato all’Università di Pavia per i suoi studi. Legato alla città natia si dedicò alla cura dei malati gratuitamente. Al fine di fare ottenere dei benefici alla cittadinanza entrò nella politica attiva della città. E’ stato presidente onorario della Banca Popolare di Augusta, in sostituzione del defunto padre il quale era il maggiore azionista e cofondatore della stessa. Il suo amore per la città trova ampia corrispondenza nella stima e nell’affetto della cittadinanza tutta. Altro segno di riconoscenza di Augusta per Giuseppe Muscatello è l’aver dato il nome del padre Emanuele all’ Ospedale Civile inaugurato il 1 gennaio 1926 nell’ex Convento dei Frati Minori nella Piazza delle Grazie.

 
 


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