 ugusta, negli anni antecedenti al boom economico, pił che una cittą poteva essere considerata un piccolo paese di provincia, ordinato, pulito e ben curato. Oltre che da pochi professionisti era abitato da una comunitą di persone che per il loro sostentamento e quello dei familiari, svolgevano lavori di artigianato, di agricoltura e di pesca. Solo alcuni fortunati godevano di una retribuzione stabile, lavorando nella base militare. Gli abitanti si conoscevano tutti. Erano: parenti, amici e conoscenti, per cui la solidarietą ed il buon vicinato erano il fulcro della comunitą. Gli augustani abitavano in case edificate a piano terra e solo pochi palazzotti avevano pił di un piano. La penuria di case e l'alto costo di locazione costringevano alla coabitazione parte delle famiglie, dividevano sia l'affitto sia le spese di mantenimento della casa. Il tenore di vita non era dei pił elevati. Il paese si estendeva quasi tutto sul centro storico. Nella zona Sud, oltre la porta di Terravecchia, vi erano poche case lungo la strada centrale (Viale Risorgimento) abitate da pescatori i quali avevano le proprie imbarcazioni ormeggiate nella vecchia darsena. All'epoca la pesca veniva effettuata nel porto, il pesce di questo tratto di mare era ritenuto pregiato. Il rione Paradiso era un appezzamento di terreno agricolo coltivato a frumento all'inizio del quale vi era una costruzione "Torre di Terravecchia" costruita dal Vicere' Vega nel XVI secolo come presidio di controllo del lato sud della penisola. Nei secoli successivi fu trasformata in masseria (demolita nel 1967). Nella parte est, prospiciente la costa (Punta Carcarella) vi era dislocata una batteria antinave con cannoni a lunga gettata a difesa della costa. La via Dessič che conduceva alla zona militare era delimitata da enormi filari di ficodindia. Nella zona Nord del paese vi erano i ponti (ponti di campagna e pił anticamente "La Tagliata") che collegavano l'isola alla terra ferma (Borgata) che era abitata soprattutto da braccianti. In questa zona oltre le saline vi erano, "le carcare" dei forni, per la cottura dell'argilla e la manifattura delle "ciaramiri" (tegole) e dei "mattuni" (mattoni per l'edilizia). Nella borgata vi era anche la Stazione Ferroviaria. A delimitare la parte Nord del paese vi era "a funtana" (la fontana: abbeveratoio per animali) crocevia tra la zona collinare "u munti" (il monte), "u cimiteru" (il cimitero) e la strada che conduceva alla piccola frazione di "Aruca" (Brucoli). Ad Augusta come supporto sanitario vi era una infermeria che fungeva da Ospedale, sita presso il Convento della Madonna delle Grazie (oggi Tribunale di Augusta). Nel paese vi erano le scuole elementari e due istituti di scuola media inferiore, di cui uno ad indirizzo commerciale. Svago per gli abitanti, oltre il cinematografo, sito nell'edificio comunale, erano i giardini pubblici, in cui si percorrevano i viali (detti dei matrimoni). I mezzi di trasporto dell'epoca erano: i carretti, le carrozze, qualche calesse e pochissime autovetture. Quello che affascinava i visitatori del paese, oltre la bellezza naturale del luogo, una penisola tra due golfi, era la bellezza artistica dei monumenti.
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