
’anno
di edificazione del convento è quasi un enigma, alcuni storici lo
datano prima della fondazione della città, altri in contemporanea
alla sua fondazione presumibilmente intorno al 1220. Tra verità e leggenda, si racconta che:
Il
frate Reginaldo d'Orleans nel 1218 di ritorno da Gerusalemme a
seguito di una tempesta trovò riparo nel porto della nostra città.
Giunto alla vecchia darsena, salì la piccola duna raggiungendo il
luogo dove oggi sorge il convento e, ricordando il compagno Domenico che lo invitava a
piantare il bastone, simbolo del pellegrino, in quei luoghi dove si
sarebbe fermato, piantò il bastone che germogliò in un bellissimo
cipresso dalla corteccia miracolosa, un segno sovrannaturale
preludio della costruzione di un futuro convento con annesso il
locale di culto.
Il convento fu edificato in base alle
disposizioni di San Domenico: Il convento deve essere modesto e
umile senza sfarzo ne lusso, come tutti i conventi domenicani. L’edifico nella sua estensione
occupò una vasta area nel quartiere orientale della darsena. Da una
ricerca storica si legge che, il frate francese dell’ordine dei
domenicani Bernardo de Guy nel 1304 eseguì il censimento di tutti i conventi
domenicani allora esistenti in Sicilia. L’elenco era stabilito in
base alla età di edificazione e al numero 3 si legge “Augustanus”.
Da questa collocazione schematica si può trarre la conclusione che
il convento fu uno dei primi conventi domenicani a sorgere
nell’isola siciliana. Fatta questa breve e non completa premessa
tramandataci dagli storici, si conclude che: la devozione conclamata
nel tessuto sociale del popolo augustano è quella che attribuisce la
fondazione del convento a frate Reginaldo amico e compagno di San
Domenico. Il cipresso germogliato dal “bastone del pellegrino”
terminò la sua vita vegetativa nel XVIII secolo e parte della pianta
fu inserita in una colonna tortile in pietra collocata nel cortile
del convento a ricordo del secolare e miracoloso cipresso. La
colonna fu demolita nel 1935 durante la realizzazione della
massicciata su cui fu edificato un campetto sportivo.
Si può affermare che le vicissitudini dei corsi storici del conventosono le stesse della nostra città.
Insidie gravose al convento:
L’attacco nel 1551 da parte della flotta navale comandata da
Senen Bassà, incendiò il convento e parte della città. Le incursioni turche degli anni: 1552 – 1553 – 1560 – 1585 –
1594, che portarono devastazione e morte.
ei primi anni del XVII secolo per il convento fu un periodo di prosperità e vitalità
di fede, ma alla fine dello stesso secolo e precisamente nel 1675 con
l’invasione francese i religiosi abitanti del convento furono
"invitati" a lasciare la struttura e raggiungere i loro confratelli
nel convento di Lentini. Anche i terremoti hanno colpito fortemente
questa struttura, il sisma del 1693 rase al suolo il convento e l'annessa chiesa, in seguito ricostruiti. Il terremoto del 1848 colpì
nuovamente il convento, in questo caso la cittadinanza si prodigò a
soccorrere i frati che erano stati resi prigionieri dalle macerie.
L’opera fu ricostruita nuovamente nel 1856. Agli inizi del XX secolo
era collocato nel cortile del convento il monumento funebre
(distrutto negli anni '60) dedicato al conte Sançio Landogna che, nel XIV secolo si distinse per
la sue capacità di saggezza e di buon governo ma anche per i molti
donativi al convento domenicano. Nel 1866, a seguito della Legge soppressiva dei beni appartenenti alla chiesa, il convento è passato
di proprietà del Comune che lo ha utilizzato per diversi scopi, da
sede degli uffici della pretura ad Archivio Notarile, da Ufficio
Registro a sede scolastica.
NOTA. Grazie al finanziamento per la
ricostruzione post-terremoto 1990, sono in atto degli interventi di
restauro dell’intera struttura, con la valorizzazione
dell’originario portico del XVI secolo e delle strutture antecedenti
al terremoto del 1693. Durante gli ultimi lavori di restauro e di
scavo sono stati riportati alla luce resti e testimonianze di
strutture sorte in epoche antecedenti al terremoto del 1693 e oltre
al giardino centrale è stato identificato l’antico chiostro, le
colonne in pietra e una cisterna usata poi come deposito di armi
nella seconda guerra mondiale. Sicuramente altre testimonianze
possono scaturire dall’approfondimento delle ricerche e dagli scavi
che dovrebbero interessare gran parte della zona dell’antico convento.
OGGI. Comunichiamo con
amarezza la notizia dell’interruzione, nel mese di ottobre s.v., dei lavori di recupero del Convento Domenicano. Ci auguriamo che ciò che è stato realizzato fino ad oggi non sprofondi nell’abbandono
e nell'indifferenza.